Carlo Magno
Statua in stucco di Carlo Magno nella chiesa del convento di Müstair. Alta 187 cm, la scultura è di datazione controversa. Certi caratteri stilistici fanno pensare al secolo XI; altre considerazioni collegherebbero la posa della statua alla data in cui Carlo, per iniziativa di Federico Barbarossa, fu proclamato santo (1165 circa).
Fonte
Foto Fred Wirz, Lucerna

In
Storia dei Grigioni 1
Casagrande SA Bellinzona
p. 150
2000
S. Pietro a Sent
Ruderi della chiesa di S. Pietro a Sent. L'edificio odierno, composto da una navata con abside semicircolare e campanile, risale alla prima parte del XII secolo. La torre residenziale oggi ridotta a resti di fondamente, eretta a sud delle chiesa in posizione sfavorevole (sull'orlo di una scarpata), dovrebbe essere più recente; potrebbe risalire, però anche a prima del 1200.
Fonte
Foto Engadin Press AG, Samedan

In
Storia dei Grigioni 1
Casagrande SA Bellinzona
p. 153
2000
Cattedrale di Coira
Facciata occidentale della cattedrale di Coira, col portale principale. La facciata occidentale è fra le parti più recenti della nuova cattedrale, iniziata probabilmente verso il 1160, e dovrebbe risalire alla metà del Duecento; lo fanno pensare anche certi tratti stilistici, caratteristici della transazione fra romanico e gotico.
Fonte
Denkmalpflege des Kt. GR

In
Storia dei Grigioni 1
Casagrande SA Bellinzona
p. 156
2000
S.Martino a Zillis
Particolari del soffitto ligneo dipinto nella chiesa di S. Martino a Zillis, probabilmente 1160-1170 circa. Questo soffitto - 153 tavole che coprono l'intera navata della chiesa - è fra le opere dell'arte romanica più importanti dei Grigioni. Tema centrale è la rappresentazione (incompleta) della vita di Cristo e di quella del patrono dell'edificio, S. Martino. Il particolare (in alto) qui riprodotto, facente parte delle scene relative alla cattura di Gesù, mostra uomini armati il cui equipaggiamento trova parziali corrispondenze archeologiche nei reparti di scavi castellani;la tavoletta (in basso), compresa nella sequenza dell'ingresso di Gesù a Gerusalemme, presenta un contadino che taglia rami con una roncola, attrezzo multiuso diffusissimo nel Medioevo.
Fonte
Denkmalpflege des Kt. GR

In
Storia dei Grigioni 1
Casagrande SA Bellinzona
p. 157
2000
Sigillo abate Disentis
Sigillo dell'abate di Disentis, seconda metà del XII secolo. Il sigillo, in bronzo dorato, fu probabilmente coniato per l'abate Ugo (1180 circa), ma poi modificato per il suo successore Walter II (1185-1200). La scritta recita "WALTERVS DESERTINENSIS ABBAS", l'immagine è quella di un abate con pastorale ed evangeliario; le croci di S. Andrea sulla veste corrispondono allo stemma del convento.
Fonte
Museo retico, Coira (VC, 51)

In
Storia dei Grigioni 1
Casagrande SA Bellinzona
p. 159
2000
Madonna del mantello
"Madonna del mantello" nella chiesa di S. Gieri (S. Giorgio) a Rhäzüns. Particolare del grande ciclo di pitture murali eseguite dal Maestro di Waltensburg nel coro e nella navata, probabilmente intorno al 1340. Il motivo della Madonna sotto il cui mando, sui due lati, trovano rifugio persone d'ambo i sessi, esprime il bisogno dell'uomo medievale di sentirsi protetto dalle potenze celesti. La protezione si estende anche al gruppo dei donatori sulla sinistra, esponenti del casato baronale di Rhäzüns.
Fonte
Denkmalpflege des Kt. GR, Foto Caspar, Chur

In
Storia dei Grigioni 1
Casagrande SA Bellinzona
p. 161
2000
Rudere castello Ramosch
Ruderi castellani di Ramosch / Tschanüff (comune di Ramosch), visti da nord-est. L'aspetto odierno del complesso, costruito in più fasi (probabilmente già nel XII secolo per le parti più antiche), si basa su ristrutturazioni e ampliamenti due-trecenteschi; la torre in primo piano venne eretta, presumibilmente, intorno al 1260. Il decadimento architettonico e l'abbandono del castello, che era finito in mano al vescovo nel 1394, risalgono al secolo XVII / XVIII.
Fonte
Bildarchiv Schweizerischer Burgenverein, Basel

In
Storia dei Grigioni 1
Casagrande SA Bellinzona
p. 164
2000
Mura cittadine Maienfeld
Mura cittadine di Maienfeld presso l'ospizio (Pfrundhaus), viste dall'esterno. Le mura cittadine di Maienfeld vanno datate al XIII secolo (come quelle di Coira, il cui tipo di costruzione è lo stesso). Nell'immagine si riconoscono bene i contorni dell'ex merlatura.
Fonte
Archäologischer Dienst GR, Haldenstein

In
Storia dei Grigioni
Casagrande SA Bellinzona
p. 180
2000
Castello di Pedenale
Il castello di Pedenale (sec. XII) a Mazzo in Valtellina, sede Venosta il cui capostipite fu Gabardo figlio di Egino di Matsch di val Venosta. La famiglia dei Matsch di val Venosta deteneva diritti di giurisdizione sulla valle di Poschiavo, diritti che in seguito passarono in parte anche al ramo valtellinese delle famiglia Venosta. Nel castello di Pedenale furono stesi numerosi atti importanti per la storia della val Poschiavo. Una parte di questi sono conservati oggi nell'archivio Visconti Venosta di Grosio. Nella storiografia locale (Marchioli) il castello di Pedenale venne sovente confuso con un presunto castello di Pednal in val Poschiavo, che sarebbe esistito sul colle vicino a Summoti.
Fonte
Foto Luisa Angelici e Antonio Boscacci, Sondrio

In
Storia dei Grigioni 1
Casagrande SA Bellinzona
p. 200
2000
Castello di Pedenale
Il castello di Pedenale (sec. XII) a Mazzo in Valtellina, sede Venosta il cui capostipite fu Gabardo figlio di Egino di Matsch di val Venosta. La famiglia dei Matsch di val Venosta deteneva diritti di giurisdizione sulla valle di Poschiavo, diritti che in seguito passarono in parte anche al ramo valtellinese delle famiglia Venosta. Nel castello di Pedenale furono stesi numerosi atti importanti per la storia della val Poschiavo. Una parte di questi sono conservati oggi nell'archivio Visconti Venosta di Grosio. Nella storiografia locale (Marchioli) il castello di Pedenale venne sovente confuso con un presunto castello di Pednal in val Poschiavo, che sarebbe esistito sul colle vicino a Summoti.
Fonte
Foto Luisa Angelici e Antonio Boscacci, Sondrio

In
Storia dei Grigioni 1
Casagrande SA Bellinzona
p. 200
2000
Castelmur
Castelmur: il complesso fortificato di Castelmur, sorto nell'alto Medioevo, era formato da mura che bloccavano il passaggio (la cosiddetta "müraia"), sfruttando la strettoia della valle appena a nord di Promontogno, dalla torre di Castelmur e dalla chiesa di Nossa Donna, chiesa matrice della Bregaglia. Nel complesso castellano, simbolo del potere vescovile, vi si esigeva pure il dazio.
Fonte
Archivio federale dei monumenti, Berna

In
Storia dei Grigioni
Casagrande SA Bellinzona
p. 208
2000
Gian Giacomo Trivulzio
Immagine di Gian Giacomo Trivulzio, riprodotto in occasione della conquista del Ducato di Milano nel 1499 per conto del re di Francia. Il condottiero milanese acquistò la signoria in Mesolcina nel 1480 da Gian Pietro de Sacco, forse in accordo col duca di Milano, dal quale però in seguito si distanziò avvicinandosi alla Francia e alle Leghe Grigioni. Fu con lui che Mesolcina e Calanca entrarono nella Lega Grigia del 1496.
Fonte
da: Santi, Cesare: Gian Giacomo Trivulzio (1441 - 1518), in: QGI, 65, 1996, 246

In
Storia dei Grigioni 1
Casagrande SA Bellinzona
p. 210
2000
Stemma fam. Valär
Stemma della famiglia Valär, 1461 circa. In quell'anno ci fu la nuova consacrazione della chiesa S. Gallo a Fideris, cui furono donati due stemmi. Uno di questi appartiene alla famiglia Valär (Valàr). Il blasone mostra un ariete bianco nell'atto di saltare, su sfondo blu. Lo scudo è decorato da celata con visiera e cimiero. I Valär erano ministeriali del Togghenburgo nel comungrande di Castels, attorno al 1400. A Fideris possedevano molti beni, oltre a parti della decima.
Fonte
Museo retico, Coira

In
Storia dei Grigioni 1
Casagrande SA Bellinzona
p. 221
2000
Ciclo pittorico dei mesi
Ciclo pittorico dei mesi nella vecchia chiesa parrocchiale di Sta Maria del Castello a Mesocco, 1459 circa. Durante il rinnovo della parete nord della navata si provvide alla decorazione con affreschi. Nella fascia inferiore il ciclo dei mesi propone immagini legate alla vita contadina e artigianale e figure allegoriche che rappresentano i mesi. Febbraio - Aguzzamento dei sostegni della vite. I pali sono aguzzati all'estremità inferiore con una specie di roncola. Giugno - Sfalcio dell'erba. I piedi nudi e le maniche della camicia sfrangiate evidenziano la povertà del contadino. Nel tardo Medioevo per tagliare l'erba era già normale utilizzare la falce fienaia. Settembre - Cerchiatura di una botte. Il bottaio sta per cerchiare la botte con i cerchi di legno duro, dopo averla formata con le doghe. Per la fine del mese le botti devono essere pronte per la vendemmia incipiente. Ottobre - Raccolta delle castagne. Il contadino povero abbacchia i ricci, mentre la donna li preme al suolo con le molle di legno. La raccolta anche sotto le piante private era aperta a tutti dopo una certa data, di solito la festa di Ognissanti (primo novembre).
Fonte
Brunetto e Davide Vivalda, Mesocco, Foto Alfonso Zirpoli, Bellinzona

In
Storia dei Grigioni 1
Casagrande SA Bellinzona
p. 225
2000
Annunciazione ai pastori
Annunciazione ai pastori. Affresco nella chiesa S. Giorgio, Rhäzüns, 1400 circa. Il pastore, abbagliato dall'apparizione dell'angelo, tiene le mani davanti al volto. è vestito con camicia, brache corte, mantellina con cappuccio e scarpe a becco; tiene il cane pastore alla catena. Accanto a due capre si vedono pascolare alcune pecore (femmine), di una sottospecie con le corna.
Fonte
Denkmalpflege des Kt. GR, Foto Jauch

In
Storia dei Grigioni 1
Casagrande SA Bellinzona
p. 229
2000
Cristo festivo Schlans
Cristo festivo, affresco sulla torre della parrocchiale di S. Giorgio a Schlans, fine del XIV secolo. Accanto agli attrezzi sono rappresentate anche le attività. Attorno alla figura del Cristo (altezza 160 cm) si riconoscono a sinistra in basso uomini che bevono e giocano a dadi nonché un someggiatore; a destra, dall'alto in basso, persone che stanno formando covoni, tagliando l'erba (con la falce fienaia), raccogliendo il fieno (con rastrello e carro) e arando, poi donne che stanno preparando il burro e che siedono all'arcolaio.
Fonte
Denkmalpflege des Kt. GR

In
Storia dei Grigioni 1
Casagrande SA Bellinzona
p. 233
2000
Castelli dei signori territoriali
Castelli dei signori territoriali attorno al 1350.
Fonte
Rolf Vieli, Peter Vetsch

In
Storia dei Grigioni 1
Casagrande SA Bellinzona
p. 246
2000
Scrigno con stemmi
Scrigno con stemmi, Scheid, prima metà (?) del XIV secolo; blasoni a scudo si alternano a medaglioni con animali. Gli stemmi raffigurati sono: l'aquila imperiale (sul coperchio, al centro); Montalt (sulla fronte, a sinistra); Rhäzüns (sulla fronte, a destra); Tumb (sulla spalla, in alto). Quelli dei Montfort-Feldkirch, Regensberg (?), Belmont e del vescovo di Coira non sono visibili. Lo scrigno deve essere appartenuto a una famiglia di nobili collegati a uno dei casati di cui sono riportati gli stemmi.
Fonte
Museo retico, Coira (VIII, 14a)

In
Storia dei Grigioni 1
Casagrande SA Bellinzona
p. 248
2000
Castello Rhäzüns
Castello Rhäzüns, affresco sulla parete ovest del torrione d'ingresso, appena dopo il 1350. Nessun altro tra i signori retici condusse nella seconda metà del XIV secolo una politica territoriale espansionistica come i Rhäzüns. La loro sede d'origine fu decorata da affreschi di tipo cortese-rappresentativo. Una muta di cani accerchia un orso, due servi armati di lance si avvicinano a piedi, un signore a cavallo con un falco. Sul bordo destro del quadro c'è lo stemma dei Rhäzüns.
Fonte
Denkmalpflege des Kt. GR, Foto Ems Chemie AG

In
Storia dei Grigioni 1
Casagrande SA Bellinzona
p. 263
2000
Fürstenau
Nella Domigliasca e nello Heinzenberg la signoria vescovile si basava soprattutto sulla residenza di Fürstenau e sulla detenzione della signoria bannale sul monastero di Cazis, cui era collegato il vicedominato sulla Domigliasca. Questa carica era riservata ai ministeriali vescovili, che risiedevano in diversi castelli della valle. Castello Baldenstein (Sils i.D.), veduta da nord, disegno (gesso a penna) di Jan Hackaert, 1655. Castello Campell (Campì, Sils i.D.), veduta del castello con vista nella gola della Schyn, verso nord-ovest, disegno a penna di Jan Hackaert, 1655.
Fonte
da: Solar: Hackaert, tavola 40-42, Foto Reto Reinhardt, Chur

In
Storia dei Grigioni 1
Casagrande SA Bellinzona
p. 267
2000
I castelli di Bellinzona
Bellinzona TI, panoramica delle opere difensive riprese dalla riva destra del Ticino in direzione di Castel Grande con la murata che scende a valle. Più in alto a sinistra il castello di Montebello e in cima l'altura del castello di Sasso Corbaro. La città vecchia di Bellinzona è coperta dalla collina di Castel Grande. La vallata del Ticino in primo piano era nel Medioevo acquitrinosa e impraticabile.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 14
1982
Casa dei pagani, Dongio
Dongio TI, Casa dei Pagani. Tra le rocche a grotta della valle di Blenio la Casa dei Pagani di Dongio è quella meglio conservata. L'ala abitata, suddivisa in due parti, si inserisce in una nicchia della parete rocciosa come un nido di rondine. Sembra che sulla terrazza inferiore ci siano state altre costruzioni.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 36
1982
Serravalle, TI
Serravalle Ticino. Veduta aerea della rocca principale. In primo piano si vede il muro di cinta con il torrione rotondo aggettante. A destra si notano le rovine del cortile del castello con le colonne che sostenevano il tetto di una loggia. Sul lato sinistro si trovano le fondamenta del mastio rotondo separato dal resto del castello. Si nota chiaramente la facciata interna dell'ala abitata con l'accesso sopraelevato.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 62
1982
Boggiano, torre
Boggiano Grigioni, Torre. Verso la fine dello scorso secolo le rovine della torre si trovavano in uno stato migliore. Dopo il crollo del muro anteriore sono state intraprese opere di consolidamento per impedire altri crolli. Le parti murarie attuali presentano finestre a feritoia e i fori dove poggiavano le travi dei diversi piani.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 65
1982
Castelmur, torre e chiesa
Castelmur GR. Veduta della torre abitata della rocca centrale e della chiesa di "Nossa Donna" affiancata dal campanile romanico. Anticamente la torre era circondata da un muro che racchiudeva altre costruzioni. L'ultimo piano della torre è stato aggiunto in epoca posteriore. I fori sorreggevano i sostegni di un ballatoio che correva intorno a tutta la torre.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 67
1982
Casaccia, Torraccia
Casaccia GR, Torraccia. Della rocca che un tempo si ergeva sulla ripida altura che sovrasta l'abitato di Casaccia si è conservato solo lo spuntone di una torre. Alcune tracce di muri nelle vicinanze confermano che il complesso in origine aveva dimensioni più vaste. Dall'altura del castello si può dominare gran parte della valle e le pendici montane che si inerpicano verso i valichi del Settimo e del Maloggia.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 68
1982
Grono, Torre Fiorenzana
Grono GR, Torre Fiorenzana. La costruzione, conservatasi in buono stato fino ai giorni nostri, spicca soprattutto per le sue armoniose forme che sottolineano gli scopi residenziali e in minor misura quelli difensivi della torre. Non si sono conservate tracce di altri edifici attinenti alla torre e risalenti al Medioevo. Ben conservate sono pure le finestre appartenenti alla costruzione originaria. L'accesso a piano terra è stato eseguito in epoche recenti.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 77
1982
Mesocco, interno della rocca
Mesocco GR. Interno della rocca con l'ala che ospitava le abitazioni. A sinistra alcune parti più antiche risalenti al XIII e al XIV secolo. A destra le rovine dell'imponente palazzo eretto verso in 1400. In primo piano la scala di accesso al maschio. Mesocco GR. Interno del portone principale di accesso. Nella parte terminale del muro di cinta si notano i resti dei merli più antichi. A sinistra del portone si trova la stalla dei cavalli. Dell'officina di maniscalco sita a destra del portone si sono conservati pochi ruderi.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 79
1982
Poschiavo, torre
Poschiavo GR, Torre. Dallo zoccolo costruito con pietre stratificate si nota che la torre di Poschiavo risale all'epoca medievale. Le attuali porte e le finestre sono state eseguite in epoca posteriore parimenti all'aggiunta dell'ultimo piano e alla ristrutturazione interna dell'edificio.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 80
1982
Roveredo, Palazzo Trivulzio
Roveredo GR, Palazzo Trivulzio. Dell'antico castello circondato dall'acqua si sono conservate poche rovine. Nella fotografia si nota uno spuntone della torre d'entrata. Le attuali costruzioni all'interno del cortile del castello poggiano in parte su fondamenta medievali.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 80
1982
Norantola
Norantola GR. Le rovine che si ergono su un'altura rocciosa di modesta altezza sono invase dai cespugli. La fotografia ritrae uno spuntone del mastio (a sinistra) e a destra alcune parti del muro meridionale e dell'ala abitata più antica.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 81
1982
S.Vittore, Torre Palas
San Vittore GR, Torre Palas. La rocca si erge su due isolate alture rocciose. A sinistra le rovine di un'ala abitata più antica; a destra la torre alta e slanciata è eretta nel tardo XIII secolo. L'ultimo piano col frontone piuttosto piatto è stato aggiunto in epoca posteriore.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 81
1982
St.Maria di Calanca
Santa Maria di Calanca GR. Su uno sperone roccioso di forma allungata e tozza che sovrasta la chiesa si erge un possente torrione, costruito con tutta probabilità verso il 1300 e anticamente circondato da una rocca più antica. Attualmente la parte terminale adibita a terrazza panoramica si può raggiungere dall'interno della torre.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 82
1982
St.Maria di Calanca
Santa Maria di Calanca GR. L'interno del torrione ospita due locali abitabili collegati tra loro da cunicoli a volta. Entrambi i locali sono dotati di camini. Nelle pareti ci sono delle nicchie per sedersi.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 83
1982
Vicosoprano, Torre Rotonda
Vicosoprano GR, Torre Rotonda. La costruzione rotonda che si erge al centro dell'abitato è quanto ci è pervenuto di una rocca di più vaste dimensioni. L'edificio comunale confinante, la ristrutturazione dell'interno della torre con le prigioni e i locali di tortura risalgono al 1584.
Fonte
Laslo Irmes

In
Bugerbibliothek Bern, Mss.h.h.l.16, p. 156
Silva, Zurigo
p. 84
1982
Rappr. schematica della torre
Una rappresentazione schematica, in sezione verticale, di una torre residenziale medievale. La parte inferiore in muratura è formata da tre piani che comprendono la cantina, la cucina e il soggiorno riscaldato da una stufa. Il basamento è sormontato da un ultimo piano realizzato in legno che serviva da camera da letto e da dispensa. L'accesso alla torre si trova all'altezza della cucina. Di fronte all'entrata si trova lo sporto col gabinetto.
Fonte
(im Buch keine Quelle angegeben)

In
Werner Meyer 1291 Die Geschichte - Die Anfänge der Eidgenossenschaft
Silva, Zurigo
p. 92
1990
Iniziale contenuta in un salterio
Iniziale contenuta in un salterio del 13°secolo del convento di Engelberg, attualmente custodito a Sarnen. La miniatura ritrae un cavaliere con l'armatura a cavallo. Tra i particolari si notano l'elmo pentolare appiattito, la parte superiore dello scudo, la lancia brandita nella destra, la tunica che copre la corazza a maglia e le briglie del cavallo.
Fonte
Benediktinerabtei Muri-Gries, Abteilung Sarnen, Stiftsarchiv

In
Universitätsbibliothek Heidelberg
Silva, Zurigo
p. 108
1990
Guglielmo Tell
Guglielmo Tell ritratto su una stufa di maiolica del 1700 circa. L'arciere, vestito con un costume del 16° secolo, non è raffigurato nel fatidico momento di scoccare il dardo contro la mela o il tiranno (questa volta la prodezza viene ricordata solo dal particolare della freccia che l'arciere porta nel colletto) ma, come viene confermato dalla scritta sottostante, come fondatore della confederazione. A differenza di altri dipinti di data posteriore l'eroe è ritratto senza barba.
Fonte
Tell-Museum, Bürglen

In
Werner Meyer 1291 Die Geschichte - Die Anfänge der Eidgenossenschaft
Silva, Zurigo
p. 198
1990
Scene degli albori della confederazione
Scene degli albori della confederazione. Le riproduzioni xilografiche illustrano la Cronaca svizzera del 1507 di Petermann Etterlin. In secondo piano a sinistra si vedono le schiere vittoriose dei primi immigrati, a destra vengono dissodate le zone incolte e selvagge. Sul davanti è rappresentato il leggendario combattimento di Winkelried contro il drago. Sul margine a destra si nota la riva di un lago col molo per le imbarcazioni. Incerto è il significato della scena in primo piano. Certamente non si tratta del giuramento del Rütli, dato il numero delle persone presenti e il modo in cui sono rappresentate, ma più verosimilmente della consegna ai rappresentanti dei tre paesi forestali del documento imperiale con la conferma della dipendenza immediata dall'impero; ciò viene confermato dalla descrizione contenuta nella cronaca.
Fonte
Petermann Etterlin, "Kronica" 1507

In
Werner Meyer 1291 Die Geschichte - Die Anfänge der Eidgenossenschaft
Silva, Zurigo
p. 223
1990
Sigillo con calco di Untervaldo
Sigillo con calco di Untervaldo risalente alla seconda metà del tredicesimo secolo. Originariamente il sigillo era stato ideato per Stans e Nidvaldo e in seguito venne completato da una scritta e venne usato anche per Obvaldo. Nel quattordicesimo secolo divenne proprietà degli Obvaldesi che da allora in poi se ne servirono.
Fonte
Staatsarchiv Obwalden, Sarnen

In
Werner Meyer 1291 Die Geschichte - Die Anfänge der Eidgenossenschaft
Silva, Zurigo
p. 232
1990
Territori della Savoia
Nella cartina sono riportati i territori della Savoia, di Milano, degli Asburgo e dei confederati intorno al 1400. Data la loro posizione geografica i paesi confederati rivestivano un ruolo marginale nell'ambito degli interessi politici degli altri stati principeschi e riuscirono ad affermarsi grazie al vuoto politico che si era creato tra le Alpi e il Reno.
Fonte
(im Buch keine Quelle angegeben)

In
Werner Meyer 1291 Die Geschichte - Die Anfänge der Eidgenossenschaft
Silva, Zurigo
p. 234
1990
Rodolfo di Asburgo
Rodolfo di Asburgo. Particolare della lapide tombale del re nel duomo di Spira. Dal volto, ritoccato in epoca successiva, pur non essendo un ritratto realistico, si riconosce che il re era di costituzione scarna, come viene confermato nelle testimonianze scritte.
Fonte
Foto Heinz Dieter Finck

In
Werner Meyer 1291 Die Geschichte - Die Anfänge der Eidgenossenschaft
Silva, Zurigo
p. 235
1990
Cavallo da soma
Un cavallo da soma carico di botti di vino. Una soma pesava circa 125 kg. I somieri conducevano una colonna di cavalli, composta di 5 a 8 animali, attraverso la montagna. Il primo cavallo della colonna portava una campanella appesa al collo, gli altri portavano delle sonagliere. In inverno si usavano anche i buoi, perché più resistenti alle fatiche e più sicuri quando si doveva aprire il passaggio nella neve.
Fonte
Heimatmuseum Splügen

In
Paolo Mantovani La strada commerciale del San Bernardino
Armando Dadò
p. 23
1988
Somiere in viaggio
La strada attraverso il "buco perduto" o Verlorenes Loch, nella gola del Reno posteriore, prima di arrivare a Thusis. Sulla roccia a sinistra c'è il castello di Hohenrätien. Stampa eseguita da W.H. Bartlett e da W.R. Schmid nel 1835
Fonte
Heimatmuseum Splügen

In
Paolo Mantovani La strada commerciale del San Bernardino
Armando Dadò
p. 25
1988
Gola del Reno
La strada attraverso il "buco perduto" o Verlorenes Loch, nella gola del Reno posteriore, prima di arrivare a Thusis. Sulla roccia a sinistra c'è il castello di Hohenrätien. Stampa eseguita da W.H. Bartlett e da W.R. Schmid nel 1835.
Fonte
Paolo Mantovani

In
Paolo Mantovani La strada commerciale del San Bernardino
Armando Dadò
p. 89
1988
Splügen
Il vecchio nucleo sei-settecentesco del borgo di Splügen, cresciuto sulla sponda destra dello Stutzbach come centro mercantile ai piedi del San Bernardino e dello Spluga (litografia di E. Pingret, 1824).
Fonte
litografia di E. Pingret, 1824

In
Enrico Rizzi Storia dei Walser dell'est
Fondazione Enrico Monti Anzola d'Ossola / Italia
p. 11
2005
Castello di Mesocco
Il castello di Mesocco, sede del potere feudale della potente famiglia von Sax, tra il XIII e il XV secolo, ceduto alla fine del XV secolo ai Trivulzio di Milano, incisione su acciaio di W. Bartlett, 1825.
Fonte
incisione su acciaio di W. Bartlett, 1825

In
Enrico Rizzi Storia dei Walser dell'est
Fondazione Enrico Monti Anzola d'Ossola / Italia
p. 23
2005
Vals-Platz
Vals-Platz, centro della sparsa colonia walser di Vals, nella prima metà del 900, foto Ernst Brunner (Basilea, società svizzera tradizioni popolari).
Fonte
Basilea, Società Svizzera Tradizioni Popolari, foto Ernst Brunner

In
Enrico Rizzi Storia dei Walser dell'est
Fondazione Enrico Monti Anzola d'Ossola / Italia
p. 39
2005
Passo del Giulia con le colonne credute romane
Passo del Giulia (Julier) con le colonne credute romane. Dal Theatrum Europaeum di Merian, Francoforte, 1635.
Fonte
Dal Theatrum Europaeum di Merian, Francoforte 1635

In
Bern, Schweizerische Nationalbibliothek, Eidgenössisches Archiv für Denkmalpflege, EAD-WEHR-000-n Säumer, Signatur unbekannt
Fondazione Enrico Monti Anzola d'Ossola / Italia
p. 101
2005
Someggiatore
La valle di Davos, nodo di antiche strade trans-alpine, come appariva alla fine dell'ottocento, foto Wehrli (Berna, Archivio Federale dei Monumenti Storici). Uno degli ultimi someggiatori walser di Davos, 1890 ca.
Fonte
Foto Wehrli / Archivio federale dei monumenti storici / Berna

In
Enrico Rizzi Storia dei Walser dell'est
Fondazione Enrico Monti Anzola d'Ossola / Italia
p. 107
2005
Liber viventium
Particolari del "Liber Viventium" (XIII sec.) e dello "Zinstrodel" (rotolo dei redditi dell'abbazia) di Pfäfers (San gallo, Archivio dell'Abbazia).
Fonte
San Gallo, Archivio dell'Abbazia

In
Enrico Rizzi Storia dei Walser dell'est
Fondazione Enrico Monti Anzola d'Ossola / Italia
p. 146
2005
Chiesa San Martino, Zillis
Il soffitto ligneo a cassettoni della chiesa di S.Martino a Zillis costituisce una rara testimonianza d'arte sacra e di deferente devozione popolare. Le 153 tavole, ognuna di un metro quadrato, sono abbellite da episodi della vita di Gesù, eseguiti con colori tenui verso il 1140 da un ignoto artista e dai suoi discepoli. Per l'intensa espressività e drammaticità dei singoli personaggi, per la perizia artistica con cui l'autore ha eseguito la rappresentazione del ciclo biblico, il soffitto ligneo di Zillis è un capolavoro unico nel suo genere, che non trova paragone in tutta l'arte religiosa dell'occidente.
Fonte
Christian Heeb

In
© Christian Heeb
Silva, Zurigo
p. 104
1994
Castello di Mesocco
Mesocco, capoluogo della Mesolcina, sulla strada del S.Bernardino, rivestì un importante ruolo strategico nel corso della storia, come viene testimoniato dall'agguerrito castello che i signori Sacco costruirono agli albori del Medioevo su un'altura rocciosa sopra la Moesa. Del complesso fortificato, raso al suolo nel 16° secolo, faceva parte anche la chiesa di S. Carpoforo di cui rimane il solitario campanile.
Fonte
Christian Heeb

In
© Christian Heeb
Silva, Zurigo
p. 125
1994
Palazzo di Coltura
L'insolito palazzo di Coltura, a valle di Stampa, è del tutto estraneo al paesaggio circostante. La massiccia costruzione in cotto, che riunisce elementi architettonici storici italiani e moreschi, è stata edificata alla metà del secolo scorso dallo stravagante barone Giovanni de Castelmur, quale residenza di famiglia. Le massicce torri angolari, le caditoie e i merli ricordano l'architettura del Medioevo. All'interno delle sontuose sale aleggia invece l'atmosfera di grandezza un po' stantia, del 19° secolo.
Fonte
Christian Heeb

In
Michael Wolgensinger ©ProLitteris, Zürich/Fotostiftung Schweiz
Silva, Zurigo
p. 125
1994
Torre Tornallaz
La torre "Tornallaz", alta circa 12m, è la meglio conservata della cinta difensiva di Aventico. Si trova a nord della porta orientale. Dall'interno si vede nell'illustrazione un tratto del muro che in origine era coronato da merli e da un camminamento. Sono nuovi, opera del restauro, il rivestimento e la corona del muro sotto l'arco cieco una piccola zona allo stato originale.
Fonte
Michael Wolgensinger

In
Michael Wolgensinger ©ProLitteris, Zürich/Fotostiftung Schweiz
Silva, Zurigo
p. 9
1963
Torre di Hospenthal
La robusta torre abitabile di Hospenthal si erge sulla cresta rocciosa della collina che sovrasta il villaggio. Nel 13° secolo vi risiedevano probabilmente ministeriali dell'Abbazia di Disentis, con l'incarico, fra altro, di controllare i primi traffici attraverso il San Gottardo.
Fonte
Michael Wolgensinger

In
Michael Wolgensinger ©ProLitteris, Zürich/Fotostiftung Schweiz
Silva, Zurigo
p. 17
1963
Castello di Mesocco
Le rovine del Castello di Mesocco ricordano una delle più belle e meglio collocate fortificazioni medioevali della Svizzera. La roccia che sbarra la valle della Moesa e che dava accesso da uno solo dei quattro lati servì forse come rifugio già in epoca preistorica. Tutto il complesso, con cortile interno ed esterno, fu costruito nei secoli 11° e 12° dai De Sacco e rinnovato dai Trivulzio di Milano dopo il 1480. Ai piedi del castello: l'antica chiesa di Santa Maria.
Fonte
Michael Wolgensinger

In
Michael Wolgensinger ©ProLitteris, Zürich/Fotostiftung Schweiz
Silva, Zurigo
p. 19
1963
Strada romana
Fonte
Archivio cantonale ticinese, Bellinzona

In
Alberta Jacqueroud-Meroni I Dazi nelle vie storiche leventinesi dal Trecento all'epoca moderna
Edizione propria dell'autrice (6984 Pura) col sostegno del Club Amici del Dazio Grande / Stampat
p. 36
2003
Il ponte del Diavolo con bestie da soma
Il Ponte del Diavolo con bestie da soma. Acquarello di Isaac Fürstenberg, 1818
Fonte
Acquerello di Isaac Fürstenberg, 1818

In
Fondazione Pro San Gottardo, Airolo, 1989, Sulla via delle genti / Museo nazionale del San Gottardo / Arti grafiche Salvioni, Bellinzona
Stampato nel 2005 presso Salvioni arti grafiche, Bellinzona / immagini tolte da:
p. 4
2005
La leggenda del ponte del Diavolo
Secondo la leggenda, il diavolo costruì il ponte in brevissimo tempo. Quale ricompensa aveva richiesto l'anima di chi sarebbe passato per primo. Gli astuti Urani fecero transitare un caprone sottraendo così il compenso al furibondo signore degli inferi.
Fonte
Disegni di André Paul Perret

In
Fondazione Pro San Gottardo, Airolo, 1989, Sulla via delle genti / Museo nazionale del San Gottardo / Arti grafiche Salvioni, Bellinzona
Stampato nel 2005 presso Salvioni arti grafiche, Bellinzona / immagini tolte da:
p. 5
2005
Ponte della vecchia mulattiera
Il ponte della vecchia mulattiera presso Hospental, con un carro di fieno. Incisione di Longueuil da un disegno di Perignon, 1780.
Fonte
Incisione di Longueil da un disegno di Perignon, 1780

In
Fondazione Pro San Gottardo, Airolo, 1989, Sulla via delle genti / Museo nazionale del San Gottardo / Arti grafiche Salvioni, Bellinzona
Stampato nel 2005 presso Salvioni arti grafiche, Bellinzona / immagini tolte da:
p. 8
2005
Il Gotico / Altare di Jakob Russ / 1492 / Cattedrale Coira
Altare a portelli di Jakob Russ, nella cattedrale di Coira, completato nel 1492. Questo altare servirà da modello per l'esecuzione di altri nelle parrocchie.
Fonte
Foto Franz Tomamichel / Zurigo

In
Storia dei Grigioni, vol. 2
Pro Grigioni italiano Coira / Edizioni Casagrande Bellinzona
p. 252
0
Il Gotico / Altare maggiore / 1490 / Lumbrein / Ivo Strigel
Parte dell'ex altare maggiore della chiesa parrocchiale di Lumbrein, 1490. L'altare è opera di Ivo Striegel. La pittura della parte interna dell'ala sinistra mostra S.Caterina ed è attribuita al figlio di Ivo, Bernardo. Essa è un esempio di come durante il periodo tardogotico la figura umana nella pittura acquisti progressivamente individualità.
Fonte
Foto Tiara / Rothenbrunnen

In
Storia dei Grigioni, vol. 2
Pro Grigioni italiano Coira / Edizioni Casagrande Bellinzona
p. 253
0
Il Romanico (Crocifissione)
La Crocefissione, rilievo da Münchenwiler, X-XI secolo, Friburgo, Museo storico. La scultura romanica primitiva nella pietra ha subito vari influssi. Dalla prima epoca merovingia ha conservato il completo sfruttamento della superficie, la concezione ornamentale, le ferite alla testa e al petto. L'atteggiamento, caratterizzato dalla pronunciata solidità plastica e dell'armonia dell'insieme, è però prettamente romanico. Il Cristo, sotto la mano benedicente del Padre, è affiancato dal sole e dalla luna e dalle figure dolenti di Maria e Giuseppe (sotto).
Fonte
Musée d'art et d'histoire, Friburgo

In
La Svizzera dal formarsi delle Alpi agli interrogativi riguardanti il futuro
Ex Libris
p. 515
0
Il Gotico (Ostensorio)
Ostensorio a torre, argento. Di Georg Schongauer, fratello del pittore Martin Schongauer, creato intorno al 1490 per il tesoro della cattedrale di Basilea (in alto). Gesù e Giovanni, noce dipinto, probabilmente dal monastero di St. Katharinental presso Diessenhofen, intorno al 1300 (in basso).
Fonte
Historisches Museum, Basilea

In
La Svizzera dal formarsi delle Alpi agli interrogativi riguardanti il futuro
Ex Libris
p. 517
0
Il Gotico (Madonna)
La Madonna di Delémont, 1320 circa, legno, Berna, Museo storico. Il culto di Maria inizia con lo stile gotico. Maria è la regina del cielo con scettro e corona. Movimento e sorriso della figura sembrano irrigiditi; con l'espressione estatica si vuole manifestare il vincolo dell'uomo con l'aldilà.
Fonte
Museo storico, Berna

In
La Svizzera dal formarsi delle Alpi agli interrogativi riguardanti il futuro
Ex Libris
p. 519
0
Il Romanico (Cristo)
Cristo nella mandorla, pittura parietale nella chiesa di San Carlo a Negrentino presso Prugiasco. Le pitture parietali nell'abside nord della chiesa denotano chiaramente l'influsso bizantino sul romanico nel canton Ticino. Dovrebbero essere nate relativamente tardi, nel XV secolo. Più antiche pitture parietali, protoromaniche, del tardo XI secolo, si trovano nella parete occidentale dell'antica navata della chiesa.
Fonte
Fred Wirz Lucerna

In
La Svizzera dal formarsi delle Alpi agli interrogativi riguardanti il futuro
Ex Libris
p. 518
0
Cristo festivo Rhäzüns
Cristo festivo, affresco nella chiesa di S. Giorgio a Rhäzüns, 1400 circa. Attorno alla figura del Cristo (altezza 120 cm) si riconoscono, in senso orario da sinistra in basso, un'ascia su un banco da falegname, un blocco squadrato con un martello da muratore, un coltello potatoio con foglie di vite, una piccola botte con un uomo che beve, due roncole su un tavolo, una rocca, delle forbici, strumenti a fiato e tavoliere, una macina, un rastrello, un aratro e una falce fienaia.
Fonte
Denkmalpflege des Kt. GR

In
Storia dei Grigioni 1
Casagrande SA Bellinzona
p. 223
2000
Le pitture murali nella chiesa di S. Maria del Castello a Mesocco
Come spiega in questo servizio l'architetto Tita Carloni, questo ciclo di affreschi (dipinto intorno al 1460 molto probabilmente da Cristoforo e Nicolao da Seregno) è al tempo stesso uno spaccato della vita sociale e culturale del Medioevo e una testimonianza della compenetrazione tra spiritualità e quotidianità nella religiosità popolare.
Fonte
TSI, Eclettica - Inserto Belvedere, 04.11.2000


Pittura romanica: il convento di Müstair
Fondato probabilmente da Carlo Magno, il complesso conventuale di Müstair, nell'omonimo villaggio della Val Monastero, fu edificato tra il 780 e il 790, quale caposaldo della politica imperiale di controllo dei passi alpini retici. Nella chiesa di San Giovanni Battista sono conservati importanti affreschi di epoca carolingia, realizzati verosimilmente negli anni 785-795, ricoperti intorno al 1200 da affreschi romanici, che rappresentano, come i precedenti, diversi cicli riconducibili a episodi biblici. Per l'importanza dei dipinti medievali e dell'intero complesso, il convento di Müstair è un monumento protetto, inserito dal 1983 nel patrimonio mondiale dell'UNESCO. Dal 1969 è oggetto di una sistematica opera di restauro e d'indagine storico-archeologica.
Fonte
TSI, Situazioni e testimonianze, 5.03.1976


Pittura romanica: il soffitto della chiesa di Zillis
Il soffitto di legno dipinto nella chiesa di San Martino di Zillis (nello Schams, all'imbocco della Viamala) è uno dei monumenti romanici più noti e più originali dei Grigioni. Il soffitto è costituito di 153 tavolette dipinte, che, secondo i moderni metodi di datazione (dendrocronologia), risalgono agli anni immediatamente dopo il 1115. Realizzati da artisti locali rimasti sconosciuti, i dipinti ricordano nello stile e nella tecnica le miniature coeve della Baviera e dell'Italia settentrionale. Non è certamente casuale il fatto che Zillis sia posto su uno dei principali itinerari transalpini che collegano il Sud e il Nord, attraverso il San Bernardino e lo Spluga. Sulle tavolette dipinte, la cui disposizione è frutto di una ricostituzione moderna, sono riconoscibili tre cicli tematici, illustrati nel filmato. Ai lati troviamo mostri marini e altre figure allegoriche che rappresentano probabilmente il passaggio dal caos primitivo all'ordine dell'universo; al centro abbiamo invece il ciclo principale, incentrato sulla vita di Cristo, seguito da un terzo ciclo di sette tavolette con scene della vita di San Martino.
Fonte
TSI, Situazioni e testimonianze, 16.03.1976