Fürstenau
Nella Domigliasca e nello Heinzenberg la signoria vescovile si basava soprattutto sulla residenza di Fürstenau e sulla detenzione della signoria bannale sul monastero di Cazis, cui era collegato il vicedominato sulla Domigliasca. Questa carica era riservata ai ministeriali vescovili, che risiedevano in diversi castelli della valle. Castello Baldenstein (Sils i.D.), veduta da nord, disegno (gesso a penna) di Jan Hackaert, 1655. Castello Campell (Campì, Sils i.D.), veduta del castello con vista nella gola della Schyn, verso nord-ovest, disegno a penna di Jan Hackaert, 1655.
Fonte
da: Solar: Hackaert, tavola 40-42, Foto Reto Reinhardt, Chur

In
Storia dei Grigioni 1
Casagrande SA Bellinzona
p. 267
2000
I castelli di Bellinzona
Bellinzona TI, panoramica delle opere difensive riprese dalla riva destra del Ticino in direzione di Castel Grande con la murata che scende a valle. Più in alto a sinistra il castello di Montebello e in cima l'altura del castello di Sasso Corbaro. La città vecchia di Bellinzona è coperta dalla collina di Castel Grande. La vallata del Ticino in primo piano era nel Medioevo acquitrinosa e impraticabile.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 14
1982
Casa dei pagani, Dongio
Dongio TI, Casa dei Pagani. Tra le rocche a grotta della valle di Blenio la Casa dei Pagani di Dongio è quella meglio conservata. L'ala abitata, suddivisa in due parti, si inserisce in una nicchia della parete rocciosa come un nido di rondine. Sembra che sulla terrazza inferiore ci siano state altre costruzioni.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 36
1982
Serravalle, TI
Serravalle Ticino. Veduta aerea della rocca principale. In primo piano si vede il muro di cinta con il torrione rotondo aggettante. A destra si notano le rovine del cortile del castello con le colonne che sostenevano il tetto di una loggia. Sul lato sinistro si trovano le fondamenta del mastio rotondo separato dal resto del castello. Si nota chiaramente la facciata interna dell'ala abitata con l'accesso sopraelevato.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 62
1982
Boggiano, torre
Boggiano Grigioni, Torre. Verso la fine dello scorso secolo le rovine della torre si trovavano in uno stato migliore. Dopo il crollo del muro anteriore sono state intraprese opere di consolidamento per impedire altri crolli. Le parti murarie attuali presentano finestre a feritoia e i fori dove poggiavano le travi dei diversi piani.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 65
1982
Castelmur, torre e chiesa
Castelmur GR. Veduta della torre abitata della rocca centrale e della chiesa di "Nossa Donna" affiancata dal campanile romanico. Anticamente la torre era circondata da un muro che racchiudeva altre costruzioni. L'ultimo piano della torre è stato aggiunto in epoca posteriore. I fori sorreggevano i sostegni di un ballatoio che correva intorno a tutta la torre.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 67
1982
Casaccia, Torraccia
Casaccia GR, Torraccia. Della rocca che un tempo si ergeva sulla ripida altura che sovrasta l'abitato di Casaccia si è conservato solo lo spuntone di una torre. Alcune tracce di muri nelle vicinanze confermano che il complesso in origine aveva dimensioni più vaste. Dall'altura del castello si può dominare gran parte della valle e le pendici montane che si inerpicano verso i valichi del Settimo e del Maloggia.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 68
1982
Grono, Torre Fiorenzana
Grono GR, Torre Fiorenzana. La costruzione, conservatasi in buono stato fino ai giorni nostri, spicca soprattutto per le sue armoniose forme che sottolineano gli scopi residenziali e in minor misura quelli difensivi della torre. Non si sono conservate tracce di altri edifici attinenti alla torre e risalenti al Medioevo. Ben conservate sono pure le finestre appartenenti alla costruzione originaria. L'accesso a piano terra è stato eseguito in epoche recenti.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 77
1982
Mesocco, interno della rocca
Mesocco GR. Interno della rocca con l'ala che ospitava le abitazioni. A sinistra alcune parti più antiche risalenti al XIII e al XIV secolo. A destra le rovine dell'imponente palazzo eretto verso in 1400. In primo piano la scala di accesso al maschio. Mesocco GR. Interno del portone principale di accesso. Nella parte terminale del muro di cinta si notano i resti dei merli più antichi. A sinistra del portone si trova la stalla dei cavalli. Dell'officina di maniscalco sita a destra del portone si sono conservati pochi ruderi.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 79
1982
Poschiavo, torre
Poschiavo GR, Torre. Dallo zoccolo costruito con pietre stratificate si nota che la torre di Poschiavo risale all'epoca medievale. Le attuali porte e le finestre sono state eseguite in epoca posteriore parimenti all'aggiunta dell'ultimo piano e alla ristrutturazione interna dell'edificio.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 80
1982
Roveredo, Palazzo Trivulzio
Roveredo GR, Palazzo Trivulzio. Dell'antico castello circondato dall'acqua si sono conservate poche rovine. Nella fotografia si nota uno spuntone della torre d'entrata. Le attuali costruzioni all'interno del cortile del castello poggiano in parte su fondamenta medievali.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 80
1982
Norantola
Norantola GR. Le rovine che si ergono su un'altura rocciosa di modesta altezza sono invase dai cespugli. La fotografia ritrae uno spuntone del mastio (a sinistra) e a destra alcune parti del muro meridionale e dell'ala abitata più antica.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 81
1982
S.Vittore, Torre Palas
San Vittore GR, Torre Palas. La rocca si erge su due isolate alture rocciose. A sinistra le rovine di un'ala abitata più antica; a destra la torre alta e slanciata è eretta nel tardo XIII secolo. L'ultimo piano col frontone piuttosto piatto è stato aggiunto in epoca posteriore.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 81
1982
St.Maria di Calanca
Santa Maria di Calanca GR. Su uno sperone roccioso di forma allungata e tozza che sovrasta la chiesa si erge un possente torrione, costruito con tutta probabilità verso il 1300 e anticamente circondato da una rocca più antica. Attualmente la parte terminale adibita a terrazza panoramica si può raggiungere dall'interno della torre.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 82
1982
St.Maria di Calanca
Santa Maria di Calanca GR. L'interno del torrione ospita due locali abitabili collegati tra loro da cunicoli a volta. Entrambi i locali sono dotati di camini. Nelle pareti ci sono delle nicchie per sedersi.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 83
1982
Vicosoprano, Torre Rotonda
Vicosoprano GR, Torre Rotonda. La costruzione rotonda che si erge al centro dell'abitato è quanto ci è pervenuto di una rocca di più vaste dimensioni. L'edificio comunale confinante, la ristrutturazione dell'interno della torre con le prigioni e i locali di tortura risalgono al 1584.
Fonte
Laslo Irmes

In
Bugerbibliothek Bern, Mss.h.h.l.16, p. 156
Silva, Zurigo
p. 84
1982
Vessillo urano
Vessillo urano del 14° secolo, conservato con altre bandiere del paese nel palazzo municipale di Altdorf. Secondo la tradizione la bandiera venne portata dai soldati urani nelle battaglie di Morgarten e di Laupen.
Fonte
Altdorf, Rathaus, Foto Staatsarchiv Uri

In
Werner Meyer 1291 Die Geschichte - Die Anfänge der Eidgenossenschaft
Silva, Zurigo
p. 17
1990
Antica strada del S.Gottardo
Antica strada del S.Gottardo sul versante nord presso "Mätteli". L'antica mulattiera è pavimentata con lastre di pietra grezze e sconnesse. I lavori di pavimentazione risalgono ad epoca post-medievale. Prima dell'apertura della mulattiera il tratto di monte, coperto da un esteso macereto, dovette essere sgomberato da pietre e macigni per facilitare il transito. Nei pressi del "Mätteli" è stata rinvenuta la punta di una freccia risalente al neolitico, attualmente esposta nel museo di storia di Altdorf. Il reperto archeologico è un'evidente conferma che il valico era percorso anche in epoche preistoriche, benché non si abbia alcuna conferma della frequenza dei transiti. Non si sa ancora con certezza quando il passo del S.Gottardo assunse grande rilevanza per i transiti internazionali. In base alle ultime indagini, secondo le quali l'impervia gola della Schöllenen venne aperta al traffico verso il 1230, il valico incominciò a rivestire un ruolo importante non prima del 1300. Fino allo scadere del Medioevo il Gran S.Bernardo, il Brennero e i valichi grigionesi rivestirono maggior importanza del passo del S.Gottardo.
Fonte
Foto Heinz Dieter Finck

In
Werner Meyer 1291 Die Geschichte - Die Anfänge der Eidgenossenschaft
Silva, Zurigo
p. 38
1990
Guglielmo Tell
Guglielmo Tell ritratto su una stufa di maiolica del 1700 circa. L'arciere, vestito con un costume del 16° secolo, non è raffigurato nel fatidico momento di scoccare il dardo contro la mela o il tiranno (questa volta la prodezza viene ricordata solo dal particolare della freccia che l'arciere porta nel colletto) ma, come viene confermato dalla scritta sottostante, come fondatore della confederazione. A differenza di altri dipinti di data posteriore l'eroe è ritratto senza barba.
Fonte
Tell-Museum, Bürglen

In
Werner Meyer 1291 Die Geschichte - Die Anfänge der Eidgenossenschaft
Silva, Zurigo
p. 198
1990
Scene degli albori della confederazione
Scene degli albori della confederazione. Le riproduzioni xilografiche illustrano la Cronaca svizzera del 1507 di Petermann Etterlin. In secondo piano a sinistra si vedono le schiere vittoriose dei primi immigrati, a destra vengono dissodate le zone incolte e selvagge. Sul davanti è rappresentato il leggendario combattimento di Winkelried contro il drago. Sul margine a destra si nota la riva di un lago col molo per le imbarcazioni. Incerto è il significato della scena in primo piano. Certamente non si tratta del giuramento del Rütli, dato il numero delle persone presenti e il modo in cui sono rappresentate, ma più verosimilmente della consegna ai rappresentanti dei tre paesi forestali del documento imperiale con la conferma della dipendenza immediata dall'impero; ciò viene confermato dalla descrizione contenuta nella cronaca.
Fonte
Petermann Etterlin, "Kronica" 1507

In
Werner Meyer 1291 Die Geschichte - Die Anfänge der Eidgenossenschaft
Silva, Zurigo
p. 223
1990
Territori della Savoia
Nella cartina sono riportati i territori della Savoia, di Milano, degli Asburgo e dei confederati intorno al 1400. Data la loro posizione geografica i paesi confederati rivestivano un ruolo marginale nell'ambito degli interessi politici degli altri stati principeschi e riuscirono ad affermarsi grazie al vuoto politico che si era creato tra le Alpi e il Reno.
Fonte
(im Buch keine Quelle angegeben)

In
Werner Meyer 1291 Die Geschichte - Die Anfänge der Eidgenossenschaft
Silva, Zurigo
p. 234
1990
Rodolfo di Asburgo
Rodolfo di Asburgo. Particolare della lapide tombale del re nel duomo di Spira. Dal volto, ritoccato in epoca successiva, pur non essendo un ritratto realistico, si riconosce che il re era di costituzione scarna, come viene confermato nelle testimonianze scritte.
Fonte
Foto Heinz Dieter Finck

In
Werner Meyer 1291 Die Geschichte - Die Anfänge der Eidgenossenschaft
Silva, Zurigo
p. 235
1990
Cavallo da soma
Un cavallo da soma carico di botti di vino. Una soma pesava circa 125 kg. I somieri conducevano una colonna di cavalli, composta di 5 a 8 animali, attraverso la montagna. Il primo cavallo della colonna portava una campanella appesa al collo, gli altri portavano delle sonagliere. In inverno si usavano anche i buoi, perché più resistenti alle fatiche e più sicuri quando si doveva aprire il passaggio nella neve.
Fonte
Heimatmuseum Splügen

In
Paolo Mantovani La strada commerciale del San Bernardino
Armando Dadò
p. 23
1988
Somiere in viaggio
La strada attraverso il "buco perduto" o Verlorenes Loch, nella gola del Reno posteriore, prima di arrivare a Thusis. Sulla roccia a sinistra c'è il castello di Hohenrätien. Stampa eseguita da W.H. Bartlett e da W.R. Schmid nel 1835
Fonte
Heimatmuseum Splügen

In
Paolo Mantovani La strada commerciale del San Bernardino
Armando Dadò
p. 25
1988
Gola del Reno
La strada attraverso il "buco perduto" o Verlorenes Loch, nella gola del Reno posteriore, prima di arrivare a Thusis. Sulla roccia a sinistra c'è il castello di Hohenrätien. Stampa eseguita da W.H. Bartlett e da W.R. Schmid nel 1835.
Fonte
Paolo Mantovani

In
Paolo Mantovani La strada commerciale del San Bernardino
Armando Dadò
p. 89
1988
Splügen
Il vecchio nucleo sei-settecentesco del borgo di Splügen, cresciuto sulla sponda destra dello Stutzbach come centro mercantile ai piedi del San Bernardino e dello Spluga (litografia di E. Pingret, 1824).
Fonte
litografia di E. Pingret, 1824

In
Enrico Rizzi Storia dei Walser dell'est
Fondazione Enrico Monti Anzola d'Ossola / Italia
p. 11
2005
Castello di Mesocco
Il castello di Mesocco, sede del potere feudale della potente famiglia von Sax, tra il XIII e il XV secolo, ceduto alla fine del XV secolo ai Trivulzio di Milano, incisione su acciaio di W. Bartlett, 1825.
Fonte
incisione su acciaio di W. Bartlett, 1825

In
Enrico Rizzi Storia dei Walser dell'est
Fondazione Enrico Monti Anzola d'Ossola / Italia
p. 23
2005
Vals-Platz
Vals-Platz, centro della sparsa colonia walser di Vals, nella prima metà del 900, foto Ernst Brunner (Basilea, società svizzera tradizioni popolari).
Fonte
Basilea, Società Svizzera Tradizioni Popolari, foto Ernst Brunner

In
Enrico Rizzi Storia dei Walser dell'est
Fondazione Enrico Monti Anzola d'Ossola / Italia
p. 39
2005
Passo del Giulia con le colonne credute romane
Passo del Giulia (Julier) con le colonne credute romane. Dal Theatrum Europaeum di Merian, Francoforte, 1635.
Fonte
Dal Theatrum Europaeum di Merian, Francoforte 1635

In
Bern, Schweizerische Nationalbibliothek, Eidgenössisches Archiv für Denkmalpflege, EAD-WEHR-000-n Säumer, Signatur unbekannt
Fondazione Enrico Monti Anzola d'Ossola / Italia
p. 101
2005
Someggiatore
La valle di Davos, nodo di antiche strade trans-alpine, come appariva alla fine dell'ottocento, foto Wehrli (Berna, Archivio Federale dei Monumenti Storici). Uno degli ultimi someggiatori walser di Davos, 1890 ca.
Fonte
Foto Wehrli / Archivio federale dei monumenti storici / Berna

In
Enrico Rizzi Storia dei Walser dell'est
Fondazione Enrico Monti Anzola d'Ossola / Italia
p. 107
2005
Liber viventium
Particolari del "Liber Viventium" (XIII sec.) e dello "Zinstrodel" (rotolo dei redditi dell'abbazia) di Pfäfers (San gallo, Archivio dell'Abbazia).
Fonte
San Gallo, Archivio dell'Abbazia

In
Enrico Rizzi Storia dei Walser dell'est
Fondazione Enrico Monti Anzola d'Ossola / Italia
p. 146
2005
Regione di Coira
Nella regione di Coira la valle del Reno anteriore costituisce la porta di accesso ai Grigioni. Qui confluiscono le strade del bassopiano, da cui si dipartono le vie che conducono negli angoli più remoti del cantone, con i suoi multiformi aspetti. Già in epoca romana Coira costituiva un importante nodo stradale. Dal 1803 la città è capoluogo del cantone e sede dell'amministrazione politica. Coira, una delle più antiche città della Svizzera, è dominata dalla "Corte", dal 451 sede vescovile dell'omonima diocesi. Il complesso architettonico, protetto da agguerrite torri (in primo piano la massiccia torre di Marsöl), è formato dal palazzo del vescovo e dalla severa cattedrale col campanile coperto da una slanciata cupola ottagonale.
Fonte
Christian Heeb

In
© Christian Heeb
Silva, Zurigo
p. 32
1994
Chiesa San Martino, Zillis
Il soffitto ligneo a cassettoni della chiesa di S.Martino a Zillis costituisce una rara testimonianza d'arte sacra e di deferente devozione popolare. Le 153 tavole, ognuna di un metro quadrato, sono abbellite da episodi della vita di Gesù, eseguiti con colori tenui verso il 1140 da un ignoto artista e dai suoi discepoli. Per l'intensa espressività e drammaticità dei singoli personaggi, per la perizia artistica con cui l'autore ha eseguito la rappresentazione del ciclo biblico, il soffitto ligneo di Zillis è un capolavoro unico nel suo genere, che non trova paragone in tutta l'arte religiosa dell'occidente.
Fonte
Christian Heeb

In
© Christian Heeb
Silva, Zurigo
p. 104
1994
Ilanz
Ilanz, in romancio Glion, si trova al punto di convergenza della valle del Reno anteriore e del Lungnez. La cittadina ha ricevuto lo statuto urbano già nel 1298 ed ha rivestito un importante ruolo come centro mercantile. Qui si teneva pure la dieta dei rappresentanti delle Tre Leghe i cui stemmi ornano l'Obertor, costruita, stando all'iscrizione, nel 1513 da Peter Stachius.
Fonte
Christian Heeb

In
© Christian Heeb
Silva, Zurigo
p. 115
1994
Castello di Mesocco
Mesocco, capoluogo della Mesolcina, sulla strada del S.Bernardino, rivestì un importante ruolo strategico nel corso della storia, come viene testimoniato dall'agguerrito castello che i signori Sacco costruirono agli albori del Medioevo su un'altura rocciosa sopra la Moesa. Del complesso fortificato, raso al suolo nel 16° secolo, faceva parte anche la chiesa di S. Carpoforo di cui rimane il solitario campanile.
Fonte
Christian Heeb

In
© Christian Heeb
Silva, Zurigo
p. 125
1994
Palazzo di Coltura
L'insolito palazzo di Coltura, a valle di Stampa, è del tutto estraneo al paesaggio circostante. La massiccia costruzione in cotto, che riunisce elementi architettonici storici italiani e moreschi, è stata edificata alla metà del secolo scorso dallo stravagante barone Giovanni de Castelmur, quale residenza di famiglia. Le massicce torri angolari, le caditoie e i merli ricordano l'architettura del Medioevo. All'interno delle sontuose sale aleggia invece l'atmosfera di grandezza un po' stantia, del 19° secolo.
Fonte
Christian Heeb

In
Michael Wolgensinger ©ProLitteris, Zürich/Fotostiftung Schweiz
Silva, Zurigo
p. 125
1994
Torre Tornallaz
La torre "Tornallaz", alta circa 12m, è la meglio conservata della cinta difensiva di Aventico. Si trova a nord della porta orientale. Dall'interno si vede nell'illustrazione un tratto del muro che in origine era coronato da merli e da un camminamento. Sono nuovi, opera del restauro, il rivestimento e la corona del muro sotto l'arco cieco una piccola zona allo stato originale.
Fonte
Michael Wolgensinger

In
Michael Wolgensinger ©ProLitteris, Zürich/Fotostiftung Schweiz
Silva, Zurigo
p. 9
1963
Teatro di Augusta Raurica
Il teatro di Augusta Raurica era capace di circa 10'000 spettatori. Fu trasformato e ampliato in arena per giochi gladiatori quando la guarnigione militare fu temporaneamente rinforzata. Oltre la stretta scena, davanti alla quale c'era una costruzione che serviva da quinta, si vedono l'orchestra semicircolare e i sedili dei primi due ordini di posti, separati da un muro.
Fonte
Michael Wolgensinger

In
Michael Wolgensinger ©ProLitteris, Zürich/Fotostiftung Schweiz
Silva, Zurigo
p. 10
1963
Torre di Hospenthal
La robusta torre abitabile di Hospenthal si erge sulla cresta rocciosa della collina che sovrasta il villaggio. Nel 13° secolo vi risiedevano probabilmente ministeriali dell'Abbazia di Disentis, con l'incarico, fra altro, di controllare i primi traffici attraverso il San Gottardo.
Fonte
Michael Wolgensinger

In
Michael Wolgensinger ©ProLitteris, Zürich/Fotostiftung Schweiz
Silva, Zurigo
p. 17
1963
Castello di Mesocco
Le rovine del Castello di Mesocco ricordano una delle più belle e meglio collocate fortificazioni medioevali della Svizzera. La roccia che sbarra la valle della Moesa e che dava accesso da uno solo dei quattro lati servì forse come rifugio già in epoca preistorica. Tutto il complesso, con cortile interno ed esterno, fu costruito nei secoli 11° e 12° dai De Sacco e rinnovato dai Trivulzio di Milano dopo il 1480. Ai piedi del castello: l'antica chiesa di Santa Maria.
Fonte
Michael Wolgensinger

In
Michael Wolgensinger ©ProLitteris, Zürich/Fotostiftung Schweiz
Silva, Zurigo
p. 19
1963
L'Aare
L'Aare chiude in una stretta ansa l'antica Berna offrendole migliore difesa di quella di un largo fossato. Il nucleo dell'antica città che fu costruita nel 1160 attorno al castello Nydegg comprendeva la Gerechtigkeitsgasse e le vie parallele a quella; dopo il 1191 vi furono aggiunti il vertice della penisola e la zona della Kramgasse con l'area della Cattedrale; più tardi, nel 13° e nel 14° secolo, fu edificato il resto della città vecchia. Solo nel 1256 si hanno prove dell'esistenza di un ponte.
Fonte
Michael Wolgensinger

In
Michael Wolgensinger ©ProLitteris, Zürich/Fotostiftung Schweiz
Silva, Zurigo
p. 24
1963
Laufenburg
Si vede subito che Laufenburg è una tipica testa di ponte. Nel secolo 13° fu per un certo tempo residenza del ramo cadetto degli Asburgo, appunto la famiglia dei Laufenburg. Da quando una centrale sfrutta le rapide del Reno, tanto la parte svizzera come quella germanica che le sta di fronte hanno perso molto dell'aspetto pittoresco fissato poco prima in una veduta di Hans Toma.
Fonte
Michael Wolgensinger

In
Michael Wolgensinger ©ProLitteris, Zürich/Fotostiftung Schweiz
Silva, Zurigo
p. 27
1963
La vita agiata
La pace si manifesta in molti modi, anche con la frequenza alle fiere. Le fiere non sono soltanto occasioni di scambi, ma anche di incontri fra gruppi di uomini di provenienza diversa e di diversi ambienti. Affresco del convento di S.Giorgio a Stein-am-Rhein ZH.1515.
Fonte
Museo del Convento di S. Giorgio, Stein am Rhein: foto J. Molis

In
Besitz der Gottfried Keller-Stiftung, ?© Gottfried Keller-Stiftung, Winterthur
Giampiero Casagrande
p. 247
1982
La valle Leventina
Fonte
(im Buch keine Quelle angegeben)

In
Carta della Leventina disegnata da Giovanni Rigolo per il suo libro "Scandaglio historico dell'Antico contado leopontico", 2886
Edizione propria dell'autrice (6984 Pura) col sostegno del Club Amici del Dazio Grande / Stampat
p. 18
2003
Somieri / someggiatori
Fonte
Manca l'indicazione della fonte nel libro

In
Illustrazione tratta dal diaporama presentato al Museo del San Gottardo
Edizione propria dell'autrice (6984 Pura) col sostegno del Club Amici del Dazio Grande / Stampat
p. 21
2003
Animali da soma carichi
Animali da soma carichi presso Intschi
Fonte
A. Meroni

In
Silografia di E. Rittmann, ca. 1876. Tratta dal libro "Museo nazionale del San Gottardo"
Edizione propria dell'autrice (6984 Pura) col sostegno del Club Amici del Dazio Grande / Stampat
p. 22
2003
Le corporazioni dei someggiatori in Leventina
Fonte
A. Meroni

In
Alberta Jacqueroud-Meroni I Dazi nelle vie storiche leventinesi dal Trecento all'epoca moderna
Edizione propria dell'autrice (6984 Pura) col sostegno del Club Amici del Dazio Grande / Stampat
p. 25
2003
Strada romana
Fonte
Archivio cantonale ticinese, Bellinzona

In
Alberta Jacqueroud-Meroni I Dazi nelle vie storiche leventinesi dal Trecento all'epoca moderna
Edizione propria dell'autrice (6984 Pura) col sostegno del Club Amici del Dazio Grande / Stampat
p. 36
2003
Il ponte del Diavolo con bestie da soma
Il Ponte del Diavolo con bestie da soma. Acquarello di Isaac Fürstenberg, 1818
Fonte
Acquerello di Isaac Fürstenberg, 1818

In
Fondazione Pro San Gottardo, Airolo, 1989, Sulla via delle genti / Museo nazionale del San Gottardo / Arti grafiche Salvioni, Bellinzona
Stampato nel 2005 presso Salvioni arti grafiche, Bellinzona / immagini tolte da:
p. 4
2005
La leggenda del ponte del Diavolo
Secondo la leggenda, il diavolo costruì il ponte in brevissimo tempo. Quale ricompensa aveva richiesto l'anima di chi sarebbe passato per primo. Gli astuti Urani fecero transitare un caprone sottraendo così il compenso al furibondo signore degli inferi.
Fonte
Disegni di André Paul Perret

In
Fondazione Pro San Gottardo, Airolo, 1989, Sulla via delle genti / Museo nazionale del San Gottardo / Arti grafiche Salvioni, Bellinzona
Stampato nel 2005 presso Salvioni arti grafiche, Bellinzona / immagini tolte da:
p. 5
2005
Ponte della vecchia mulattiera
Il ponte della vecchia mulattiera presso Hospental, con un carro di fieno. Incisione di Longueuil da un disegno di Perignon, 1780.
Fonte
Incisione di Longueil da un disegno di Perignon, 1780

In
Fondazione Pro San Gottardo, Airolo, 1989, Sulla via delle genti / Museo nazionale del San Gottardo / Arti grafiche Salvioni, Bellinzona
Stampato nel 2005 presso Salvioni arti grafiche, Bellinzona / immagini tolte da:
p. 8
2005
I trasporti Nord-Sud
Convogli di somieri presso Andermatt davanti alla Buca d'Uri, la "prima galleria del Gottardo". Incisione di Rothe da un disegno di Jenzsch, 1800 circa.
Fonte
Incisione di Rothe da un disegno di Jentzsch

In
Fondazione Pro San Gottardo, Airolo, 1989, Sulla via delle genti / Museo nazionale del San Gottardo / Arti grafiche Salvioni, Bellinzona
Stampato nel 2005 presso Salvioni arti grafiche, Bellinzona / immagini tolte da:
p. 9
2005
Le vie storiche nei Grigioni
L'importanza dei passi retici dall'antichità alla loro decadenza nel corso dell'Ottocento: l'importanza commerciale e culturale dei transiti, gli itinerari privilegiati e i vantaggi dei valichi retici, la concorrenza tra i vari passi alpini, l'organizzazione dei somieri o "porti" e la loro evoluzione, il declino del traffico di transito dopo la costruzione della ferrovia del Gottardo e la riconversione nel turismo dell'economia retica.
Fonte
RSI Rete 2, Viaggio nel passato, 12.08.2000


Le vie storiche nei Grigioni
L'importanza dei passi retici dall'antichità alla loro decadenza nel corso dell'Ottocento: l'importanza commerciale e culturale dei transiti, gli itinerari privilegiati e i vantaggi dei valichi retici, la concorrenza tra i vari passi alpini, l'organizzazione dei somieri o "porti" e la loro evoluzione, il declino del traffico di transito dopo la costruzione della ferrovia del Gottardo e la riconversione nel turismo dell'economia retica.
Fonte
RSI Rete 2, Viaggio nel passato, 12.08.2000


Le vie storiche nei Grigioni
L'importanza dei passi retici dall'antichità alla loro decadenza nel corso dell'Ottocento: l'importanza commerciale e culturale dei transiti, gli itinerari privilegiati e i vantaggi dei valichi retici, la concorrenza tra i vari passi alpini, l'organizzazione dei somieri o "porti" e la loro evoluzione, il declino del traffico di transito dopo la costruzione della ferrovia del Gottardo e la riconversione nel turismo dell'economia retica.
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RSI Rete 2, Viaggio nel passato, 12.08.2000


Le vie storiche nei Grigioni
L'importanza dei passi retici dall'antichità alla loro decadenza nel corso dell'Ottocento: l'importanza commerciale e culturale dei transiti, gli itinerari privilegiati e i vantaggi dei valichi retici, la concorrenza tra i vari passi alpini, l'organizzazione dei somieri o "porti" e la loro evoluzione, il declino del traffico di transito dopo la costruzione della ferrovia del Gottardo e la riconversione nel turismo dell'economia retica.
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RSI Rete 2, Viaggio nel passato, 12.08.2000


L'organizzazione dei transiti alpini: l'esempio del Settimo
Importanza dei transiti per l'economia locale delle valli, l'organizzazione dei trasporti, le merci scambiate e i conflitti per il controllo dei passi, attraverso l'esempio Settimo o Septimer, importante itinerario medievale nel collegamento tra Coira e la Lombardia, in seguito abbandonato a profitto di altri valichi.
Fonte
RSI, Rete2, Viaggio nel passato, 26.08.2000


Reperti dell'Età del Bronzo
I passi alpini grigioni erano importanti itinerari di transito e di scambio già in tempi preistorici. Numerosi ritrovamenti archeologici in diverse regioni retiche e zone adiacenti - utensili, gioielli, armi, suppellettili, ecc. - documentano questa funzione. Diversi reperti, risalenti in gran parte all'epoca chiamata Età del Bronzo (2200-800 a. C.), sono stati esposti in una mostra archeologica allestita presso il Museo retico di Coira nel 1977.
Fonte
TSI, Il Regionale, 6.12.1977.