Sigillo abate Disentis
Sigillo dell'abate di Disentis, seconda metà del XII secolo. Il sigillo, in bronzo dorato, fu probabilmente coniato per l'abate Ugo (1180 circa), ma poi modificato per il suo successore Walter II (1185-1200). La scritta recita "WALTERVS DESERTINENSIS ABBAS", l'immagine è quella di un abate con pastorale ed evangeliario; le croci di S. Andrea sulla veste corrispondono allo stemma del convento.
Fonte
Museo retico, Coira (VC, 51)

In
Storia dei Grigioni 1
Casagrande SA Bellinzona
p. 159
2000
Rudere castello Ramosch
Ruderi castellani di Ramosch / Tschanüff (comune di Ramosch), visti da nord-est. L'aspetto odierno del complesso, costruito in più fasi (probabilmente già nel XII secolo per le parti più antiche), si basa su ristrutturazioni e ampliamenti due-trecenteschi; la torre in primo piano venne eretta, presumibilmente, intorno al 1260. Il decadimento architettonico e l'abbandono del castello, che era finito in mano al vescovo nel 1394, risalgono al secolo XVII / XVIII.
Fonte
Bildarchiv Schweizerischer Burgenverein, Basel

In
Storia dei Grigioni 1
Casagrande SA Bellinzona
p. 164
2000
Mura cittadine Maienfeld
Mura cittadine di Maienfeld presso l'ospizio (Pfrundhaus), viste dall'esterno. Le mura cittadine di Maienfeld vanno datate al XIII secolo (come quelle di Coira, il cui tipo di costruzione è lo stesso). Nell'immagine si riconoscono bene i contorni dell'ex merlatura.
Fonte
Archäologischer Dienst GR, Haldenstein

In
Storia dei Grigioni
Casagrande SA Bellinzona
p. 180
2000
S.Vittore, Poschiavo
Il campanile della chiesa di S. Vittore a Poschiavo è una bellissima testimonianza di architettura romanica. I mastri costruttori provenivano senza dubbio dall'area lombarda o forse più esattamente comacina. Stupisce ad esempio la perfetta somiglianza con il campanile della chiesa parrocchiale di S. Martino di Tirano. La struttura del campanile, che secondo il Poeschel risale all'inizio del 1200, si presenta nel seguente modo: al primo piano si aprono finestre ad arco a tutto sesto, ai piani superiori si susseguono bifore, trifore e quadrifore al ritmo di 2, 3, 3, 4, 4. Il tetto a padiglione è coperto con piote. L'ultimo piano è stato aggiunto più tardi, come dimostrano il diverso assestamento ad angolo, gli archi ogivali e le finestrelle cieche. L'innalzamento è stato effettuato probabilmente in occasione della ristrutturazione in stile gotico della chiesa agli inizi del Cinquecento e non, come alcuni sospettano, per conseguire un'altezza superiore rispetto al campanile della chiesa riformata di S. Ignazio.
Fonte
Denkmalpflege des Kt. GR

In
Storia dei Grigioni 1
Casagrande SA Bellinzona
p. 205
2000
Castelmur
Castelmur: il complesso fortificato di Castelmur, sorto nell'alto Medioevo, era formato da mura che bloccavano il passaggio (la cosiddetta "müraia"), sfruttando la strettoia della valle appena a nord di Promontogno, dalla torre di Castelmur e dalla chiesa di Nossa Donna, chiesa matrice della Bregaglia. Nel complesso castellano, simbolo del potere vescovile, vi si esigeva pure il dazio.
Fonte
Archivio federale dei monumenti, Berna

In
Storia dei Grigioni
Casagrande SA Bellinzona
p. 208
2000
Gian Giacomo Trivulzio
Immagine di Gian Giacomo Trivulzio, riprodotto in occasione della conquista del Ducato di Milano nel 1499 per conto del re di Francia. Il condottiero milanese acquistò la signoria in Mesolcina nel 1480 da Gian Pietro de Sacco, forse in accordo col duca di Milano, dal quale però in seguito si distanziò avvicinandosi alla Francia e alle Leghe Grigioni. Fu con lui che Mesolcina e Calanca entrarono nella Lega Grigia del 1496.
Fonte
da: Santi, Cesare: Gian Giacomo Trivulzio (1441 - 1518), in: QGI, 65, 1996, 246

In
Storia dei Grigioni 1
Casagrande SA Bellinzona
p. 210
2000
Stemma fam. Valär
Stemma della famiglia Valär, 1461 circa. In quell'anno ci fu la nuova consacrazione della chiesa S. Gallo a Fideris, cui furono donati due stemmi. Uno di questi appartiene alla famiglia Valär (Valàr). Il blasone mostra un ariete bianco nell'atto di saltare, su sfondo blu. Lo scudo è decorato da celata con visiera e cimiero. I Valär erano ministeriali del Togghenburgo nel comungrande di Castels, attorno al 1400. A Fideris possedevano molti beni, oltre a parti della decima.
Fonte
Museo retico, Coira

In
Storia dei Grigioni 1
Casagrande SA Bellinzona
p. 221
2000
Ciclo pittorico dei mesi
Ciclo pittorico dei mesi nella vecchia chiesa parrocchiale di Sta Maria del Castello a Mesocco, 1459 circa. Durante il rinnovo della parete nord della navata si provvide alla decorazione con affreschi. Nella fascia inferiore il ciclo dei mesi propone immagini legate alla vita contadina e artigianale e figure allegoriche che rappresentano i mesi. Febbraio - Aguzzamento dei sostegni della vite. I pali sono aguzzati all'estremità inferiore con una specie di roncola. Giugno - Sfalcio dell'erba. I piedi nudi e le maniche della camicia sfrangiate evidenziano la povertà del contadino. Nel tardo Medioevo per tagliare l'erba era già normale utilizzare la falce fienaia. Settembre - Cerchiatura di una botte. Il bottaio sta per cerchiare la botte con i cerchi di legno duro, dopo averla formata con le doghe. Per la fine del mese le botti devono essere pronte per la vendemmia incipiente. Ottobre - Raccolta delle castagne. Il contadino povero abbacchia i ricci, mentre la donna li preme al suolo con le molle di legno. La raccolta anche sotto le piante private era aperta a tutti dopo una certa data, di solito la festa di Ognissanti (primo novembre).
Fonte
Brunetto e Davide Vivalda, Mesocco, Foto Alfonso Zirpoli, Bellinzona

In
Storia dei Grigioni 1
Casagrande SA Bellinzona
p. 225
2000
Annunciazione ai pastori
Annunciazione ai pastori. Affresco nella chiesa S. Giorgio, Rhäzüns, 1400 circa. Il pastore, abbagliato dall'apparizione dell'angelo, tiene le mani davanti al volto. è vestito con camicia, brache corte, mantellina con cappuccio e scarpe a becco; tiene il cane pastore alla catena. Accanto a due capre si vedono pascolare alcune pecore (femmine), di una sottospecie con le corna.
Fonte
Denkmalpflege des Kt. GR, Foto Jauch

In
Storia dei Grigioni 1
Casagrande SA Bellinzona
p. 229
2000
Castelli dei signori territoriali
Castelli dei signori territoriali attorno al 1350.
Fonte
Rolf Vieli, Peter Vetsch

In
Storia dei Grigioni 1
Casagrande SA Bellinzona
p. 246
2000
Scrigno con stemmi
Scrigno con stemmi, Scheid, prima metà (?) del XIV secolo; blasoni a scudo si alternano a medaglioni con animali. Gli stemmi raffigurati sono: l'aquila imperiale (sul coperchio, al centro); Montalt (sulla fronte, a sinistra); Rhäzüns (sulla fronte, a destra); Tumb (sulla spalla, in alto). Quelli dei Montfort-Feldkirch, Regensberg (?), Belmont e del vescovo di Coira non sono visibili. Lo scrigno deve essere appartenuto a una famiglia di nobili collegati a uno dei casati di cui sono riportati gli stemmi.
Fonte
Museo retico, Coira (VIII, 14a)

In
Storia dei Grigioni 1
Casagrande SA Bellinzona
p. 248
2000
Castello Rhäzüns
Castello Rhäzüns, affresco sulla parete ovest del torrione d'ingresso, appena dopo il 1350. Nessun altro tra i signori retici condusse nella seconda metà del XIV secolo una politica territoriale espansionistica come i Rhäzüns. La loro sede d'origine fu decorata da affreschi di tipo cortese-rappresentativo. Una muta di cani accerchia un orso, due servi armati di lance si avvicinano a piedi, un signore a cavallo con un falco. Sul bordo destro del quadro c'è lo stemma dei Rhäzüns.
Fonte
Denkmalpflege des Kt. GR, Foto Ems Chemie AG

In
Storia dei Grigioni 1
Casagrande SA Bellinzona
p. 263
2000
Fürstenau
Nella Domigliasca e nello Heinzenberg la signoria vescovile si basava soprattutto sulla residenza di Fürstenau e sulla detenzione della signoria bannale sul monastero di Cazis, cui era collegato il vicedominato sulla Domigliasca. Questa carica era riservata ai ministeriali vescovili, che risiedevano in diversi castelli della valle. Castello Baldenstein (Sils i.D.), veduta da nord, disegno (gesso a penna) di Jan Hackaert, 1655. Castello Campell (Campì, Sils i.D.), veduta del castello con vista nella gola della Schyn, verso nord-ovest, disegno a penna di Jan Hackaert, 1655.
Fonte
da: Solar: Hackaert, tavola 40-42, Foto Reto Reinhardt, Chur

In
Storia dei Grigioni 1
Casagrande SA Bellinzona
p. 267
2000
Gli Svevi
Gli Svevi hanno superato il St. Luzisteig e assalgono la cittadina di Maienfeld, il 7 febbraio 1499. Cronaca svizzera illustrata dal lucernese Diebol Schilling, 1513.
Fonte
ZB Lucerna (proprietà della corporazione di Lucerna)

In
Storia dei Grigioni 1
Casagrande SA Bellinzona
p. 273
2000
I castelli di Bellinzona
Bellinzona TI, panoramica delle opere difensive riprese dalla riva destra del Ticino in direzione di Castel Grande con la murata che scende a valle. Più in alto a sinistra il castello di Montebello e in cima l'altura del castello di Sasso Corbaro. La città vecchia di Bellinzona è coperta dalla collina di Castel Grande. La vallata del Ticino in primo piano era nel Medioevo acquitrinosa e impraticabile.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 14
1982
Boggiano, torre
Boggiano Grigioni, Torre. Verso la fine dello scorso secolo le rovine della torre si trovavano in uno stato migliore. Dopo il crollo del muro anteriore sono state intraprese opere di consolidamento per impedire altri crolli. Le parti murarie attuali presentano finestre a feritoia e i fori dove poggiavano le travi dei diversi piani.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 65
1982
Castelmur, torre e chiesa
Castelmur GR. Veduta della torre abitata della rocca centrale e della chiesa di "Nossa Donna" affiancata dal campanile romanico. Anticamente la torre era circondata da un muro che racchiudeva altre costruzioni. L'ultimo piano della torre è stato aggiunto in epoca posteriore. I fori sorreggevano i sostegni di un ballatoio che correva intorno a tutta la torre.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 67
1982
Casaccia, Torraccia
Casaccia GR, Torraccia. Della rocca che un tempo si ergeva sulla ripida altura che sovrasta l'abitato di Casaccia si è conservato solo lo spuntone di una torre. Alcune tracce di muri nelle vicinanze confermano che il complesso in origine aveva dimensioni più vaste. Dall'altura del castello si può dominare gran parte della valle e le pendici montane che si inerpicano verso i valichi del Settimo e del Maloggia.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 68
1982
Grono, Torre Fiorenzana
Grono GR, Torre Fiorenzana. La costruzione, conservatasi in buono stato fino ai giorni nostri, spicca soprattutto per le sue armoniose forme che sottolineano gli scopi residenziali e in minor misura quelli difensivi della torre. Non si sono conservate tracce di altri edifici attinenti alla torre e risalenti al Medioevo. Ben conservate sono pure le finestre appartenenti alla costruzione originaria. L'accesso a piano terra è stato eseguito in epoche recenti.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 77
1982
Mesocco, interno della rocca
Mesocco GR. Interno della rocca con l'ala che ospitava le abitazioni. A sinistra alcune parti più antiche risalenti al XIII e al XIV secolo. A destra le rovine dell'imponente palazzo eretto verso in 1400. In primo piano la scala di accesso al maschio. Mesocco GR. Interno del portone principale di accesso. Nella parte terminale del muro di cinta si notano i resti dei merli più antichi. A sinistra del portone si trova la stalla dei cavalli. Dell'officina di maniscalco sita a destra del portone si sono conservati pochi ruderi.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 79
1982
Poschiavo, torre
Poschiavo GR, Torre. Dallo zoccolo costruito con pietre stratificate si nota che la torre di Poschiavo risale all'epoca medievale. Le attuali porte e le finestre sono state eseguite in epoca posteriore parimenti all'aggiunta dell'ultimo piano e alla ristrutturazione interna dell'edificio.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 80
1982
Roveredo, Palazzo Trivulzio
Roveredo GR, Palazzo Trivulzio. Dell'antico castello circondato dall'acqua si sono conservate poche rovine. Nella fotografia si nota uno spuntone della torre d'entrata. Le attuali costruzioni all'interno del cortile del castello poggiano in parte su fondamenta medievali.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 80
1982
Norantola
Norantola GR. Le rovine che si ergono su un'altura rocciosa di modesta altezza sono invase dai cespugli. La fotografia ritrae uno spuntone del mastio (a sinistra) e a destra alcune parti del muro meridionale e dell'ala abitata più antica.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 81
1982
S.Vittore, Torre Palas
San Vittore GR, Torre Palas. La rocca si erge su due isolate alture rocciose. A sinistra le rovine di un'ala abitata più antica; a destra la torre alta e slanciata è eretta nel tardo XIII secolo. L'ultimo piano col frontone piuttosto piatto è stato aggiunto in epoca posteriore.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 81
1982
St.Maria di Calanca
Santa Maria di Calanca GR. Su uno sperone roccioso di forma allungata e tozza che sovrasta la chiesa si erge un possente torrione, costruito con tutta probabilità verso il 1300 e anticamente circondato da una rocca più antica. Attualmente la parte terminale adibita a terrazza panoramica si può raggiungere dall'interno della torre.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 82
1982
St.Maria di Calanca
Santa Maria di Calanca GR. L'interno del torrione ospita due locali abitabili collegati tra loro da cunicoli a volta. Entrambi i locali sono dotati di camini. Nelle pareti ci sono delle nicchie per sedersi.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 83
1982
Vicosoprano, Torre Rotonda
Vicosoprano GR, Torre Rotonda. La costruzione rotonda che si erge al centro dell'abitato è quanto ci è pervenuto di una rocca di più vaste dimensioni. L'edificio comunale confinante, la ristrutturazione dell'interno della torre con le prigioni e i locali di tortura risalgono al 1584.
Fonte
Laslo Irmes

In
Bugerbibliothek Bern, Mss.h.h.l.16, p. 156
Silva, Zurigo
p. 84
1982
Ratto di donne perpetrato dai balivi austriaci
Ratto di donne perpetrato dai balivi austriaci nei paesi forestali. L'illustrazione è contenuta nella cronaca di Diebold Schilling di Berna (verso il 1485) per confermare fatti leggendari inventati dai cronisti nel corso del 15°secolo per dare fondamento alla nascita della confederazione. I personaggi ritratti indossano vestiti del tardo 15° secolo. Anche le costruzioni sullo sfondo non corrispondono alla realtà.
Fonte
dargestellt in der Spiezer Chronik des Diebold Schilling von Bern (um 1485), Burgerbibliothek Bern

In
Werner Meyer 1291 Die Geschichte - Die Anfänge der Eidgenossenschaft
Silva, Zurigo
p. 13
1990
Il mietitore
Il mietitore rappresenta allegoricamente il mese di luglio e proviene dalla "Haus zum langen Keller" di Zurigo. Da notare la semplice falce della lama molto larga. Il mietitore indossa una veste da contadino lunga fino alle ginocchi (inizio 14° secolo).
Fonte
Foto Heinz Dieter Finck

In
Werner Meyer 1291 Die Geschichte - Die Anfänge der Eidgenossenschaft
Silva, Zurigo
p. 84
1990
Gola del Reno
La strada attraverso il "buco perduto" o Verlorenes Loch, nella gola del Reno posteriore, prima di arrivare a Thusis. Sulla roccia a sinistra c'è il castello di Hohenrätien. Stampa eseguita da W.H. Bartlett e da W.R. Schmid nel 1835.
Fonte
Paolo Mantovani

In
Paolo Mantovani La strada commerciale del San Bernardino
Armando Dadò
p. 89
1988
Splügen
Il vecchio nucleo sei-settecentesco del borgo di Splügen, cresciuto sulla sponda destra dello Stutzbach come centro mercantile ai piedi del San Bernardino e dello Spluga (litografia di E. Pingret, 1824).
Fonte
litografia di E. Pingret, 1824

In
Enrico Rizzi Storia dei Walser dell'est
Fondazione Enrico Monti Anzola d'Ossola / Italia
p. 11
2005
Castello di Mesocco
Il castello di Mesocco, sede del potere feudale della potente famiglia von Sax, tra il XIII e il XV secolo, ceduto alla fine del XV secolo ai Trivulzio di Milano, incisione su acciaio di W. Bartlett, 1825.
Fonte
incisione su acciaio di W. Bartlett, 1825

In
Enrico Rizzi Storia dei Walser dell'est
Fondazione Enrico Monti Anzola d'Ossola / Italia
p. 23
2005
Vals-Platz
Vals-Platz, centro della sparsa colonia walser di Vals, nella prima metà del 900, foto Ernst Brunner (Basilea, società svizzera tradizioni popolari).
Fonte
Basilea, Società Svizzera Tradizioni Popolari, foto Ernst Brunner

In
Enrico Rizzi Storia dei Walser dell'est
Fondazione Enrico Monti Anzola d'Ossola / Italia
p. 39
2005
Passo del Giulia con le colonne credute romane
Passo del Giulia (Julier) con le colonne credute romane. Dal Theatrum Europaeum di Merian, Francoforte, 1635.
Fonte
Dal Theatrum Europaeum di Merian, Francoforte 1635

In
Bern, Schweizerische Nationalbibliothek, Eidgenössisches Archiv für Denkmalpflege, EAD-WEHR-000-n Säumer, Signatur unbekannt
Fondazione Enrico Monti Anzola d'Ossola / Italia
p. 101
2005
Someggiatore
La valle di Davos, nodo di antiche strade trans-alpine, come appariva alla fine dell'ottocento, foto Wehrli (Berna, Archivio Federale dei Monumenti Storici). Uno degli ultimi someggiatori walser di Davos, 1890 ca.
Fonte
Foto Wehrli / Archivio federale dei monumenti storici / Berna

In
Enrico Rizzi Storia dei Walser dell'est
Fondazione Enrico Monti Anzola d'Ossola / Italia
p. 107
2005
Regione di Coira
Nella regione di Coira la valle del Reno anteriore costituisce la porta di accesso ai Grigioni. Qui confluiscono le strade del bassopiano, da cui si dipartono le vie che conducono negli angoli più remoti del cantone, con i suoi multiformi aspetti. Già in epoca romana Coira costituiva un importante nodo stradale. Dal 1803 la città è capoluogo del cantone e sede dell'amministrazione politica. Coira, una delle più antiche città della Svizzera, è dominata dalla "Corte", dal 451 sede vescovile dell'omonima diocesi. Il complesso architettonico, protetto da agguerrite torri (in primo piano la massiccia torre di Marsöl), è formato dal palazzo del vescovo e dalla severa cattedrale col campanile coperto da una slanciata cupola ottagonale.
Fonte
Christian Heeb

In
© Christian Heeb
Silva, Zurigo
p. 32
1994
Ilanz
Ilanz, in romancio Glion, si trova al punto di convergenza della valle del Reno anteriore e del Lungnez. La cittadina ha ricevuto lo statuto urbano già nel 1298 ed ha rivestito un importante ruolo come centro mercantile. Qui si teneva pure la dieta dei rappresentanti delle Tre Leghe i cui stemmi ornano l'Obertor, costruita, stando all'iscrizione, nel 1513 da Peter Stachius.
Fonte
Christian Heeb

In
© Christian Heeb
Silva, Zurigo
p. 115
1994
Castello di Mesocco
Mesocco, capoluogo della Mesolcina, sulla strada del S.Bernardino, rivestì un importante ruolo strategico nel corso della storia, come viene testimoniato dall'agguerrito castello che i signori Sacco costruirono agli albori del Medioevo su un'altura rocciosa sopra la Moesa. Del complesso fortificato, raso al suolo nel 16° secolo, faceva parte anche la chiesa di S. Carpoforo di cui rimane il solitario campanile.
Fonte
Christian Heeb

In
© Christian Heeb
Silva, Zurigo
p. 125
1994
Palazzo di Coltura
L'insolito palazzo di Coltura, a valle di Stampa, è del tutto estraneo al paesaggio circostante. La massiccia costruzione in cotto, che riunisce elementi architettonici storici italiani e moreschi, è stata edificata alla metà del secolo scorso dallo stravagante barone Giovanni de Castelmur, quale residenza di famiglia. Le massicce torri angolari, le caditoie e i merli ricordano l'architettura del Medioevo. All'interno delle sontuose sale aleggia invece l'atmosfera di grandezza un po' stantia, del 19° secolo.
Fonte
Christian Heeb

In
Michael Wolgensinger ©ProLitteris, Zürich/Fotostiftung Schweiz
Silva, Zurigo
p. 125
1994
Castello di Mesocco
Le rovine del Castello di Mesocco ricordano una delle più belle e meglio collocate fortificazioni medioevali della Svizzera. La roccia che sbarra la valle della Moesa e che dava accesso da uno solo dei quattro lati servì forse come rifugio già in epoca preistorica. Tutto il complesso, con cortile interno ed esterno, fu costruito nei secoli 11° e 12° dai De Sacco e rinnovato dai Trivulzio di Milano dopo il 1480. Ai piedi del castello: l'antica chiesa di Santa Maria.
Fonte
Michael Wolgensinger

In
Michael Wolgensinger ©ProLitteris, Zürich/Fotostiftung Schweiz
Silva, Zurigo
p. 19
1963
La vita agiata
La pace si manifesta in molti modi, anche con la frequenza alle fiere. Le fiere non sono soltanto occasioni di scambi, ma anche di incontri fra gruppi di uomini di provenienza diversa e di diversi ambienti. Affresco del convento di S.Giorgio a Stein-am-Rhein ZH.1515.
Fonte
Museo del Convento di S. Giorgio, Stein am Rhein: foto J. Molis

In
Besitz der Gottfried Keller-Stiftung, ?© Gottfried Keller-Stiftung, Winterthur
Giampiero Casagrande
p. 247
1982
Sviluppo territoriale Svizzera - 1515
Lo sviluppo territoriale della Confederazione dal 1385 al 1515
Fonte
Gerth Roland

In
Nuova storia della Svizzera e degli svizzeri, Vol. 1
Casagrande SA Bellinzona
p. 324, 325
0
La Svizzera e i suoi confinanti nel 1601
Fonte
Gerth Roland

In
Nuova storia della Svizzera e degli svizzeri, Vol. 2
Casagrande SA Bellinzona
p. 36, 37
0
La crisi monetaria nel 1620-1622
All'inizio della guerra dei Trent'anni, la Svizzera fu colpita da una rapida crisi monetaria proveniente dalla Germania. Per impedire l'afflusso improvviso di moneta di basso corso e l'esodo di buona moneta indigena i governanti svizzeri dovettero ridurre a più riprese la lega delle monete di piccolo taglio cosicché il corso delle grosse monete d'oro e d'argento salì rapidamente. Questa crisi monetaria è considerata la più grave conosciuta dalla Svizzera durante l'Ancien Régime.
Fonte
Gerth Roland

In
Nuova storia della Svizzera e degli svizzeri, Vol. 2
Casagrande SA Bellinzona
p. 32
0
Massacri di protestanti in Valtellina nel 1620
LE PRECAUZIONI DI BERNA E ZURIGO Nel luglio del 1620 la maggior parte dei riformati valtellinesi sono massacrati nelle chiese al momento del culto. Ma i riformati non condannano i cattolici solo per motivi morali e religiosi; dopo averli paragonati ai Turchi, ai Vandali e agli Ebrei, tutti nemici di Dio, li condannano per motivi civici, accusandoli di tradimento per aver trascinato la patria nelle lotte della Guerra dei Trent'anni.
Fonte
Gerth Roland

In
Zentralbibliothek Zürich
Casagrande SA Bellinzona
p. 82, 83
0
La Svizzera e i suoi confinanti nel 1648
La Francia alle porte di Basilea
Fonte
Gerth Roland

In
Nuova storia della Svizzera e degli svizzeri, Vol. 2
Casagrande SA Bellinzona
p. 85
0
Dieta federale nel XVIII
Dieta federale durante l'Ancien Régime. è una seduta a Baden, cui è presente il balivo (17) un ambasciatore straniero (NB). Nella gerarchia dei 13 cantoni, gli otto antichi (1-8) occupano posti d'onore, più alti. Gli alleati sono rappresentati da un solo delegato.
Fonte
Gerth Roland

In
Nuova storia della Svizzera e degli svizzeri, Vol. 2
Casagrande SA Bellinzona
p. 129
0
La Svizzera e i suoi confinanti nel 1714
Fonte
Gerth Roland

In
Nuova storia della Svizzera e degli svizzeri, Vol. 2
Casagrande SA Bellinzona
p. 148
0
La Svizzera e i suoi confinanti nel 1798
Fonte
Gerth Roland

In
Nuova storia della Svizzera e degli svizzeri, Vol. 2
Casagrande SA Bellinzona
p. 160
0
I baliaggi italiani (cronaca dello Stumpf 1548)
I baliaggi italiani (cronaca dello Stumpf 1548).
Fonte
foto: Armando Dadò / Locarno

In
La vita quotidiana in Svizzera dal 1300
Armando Dadò Editore Locarno
p. 121
0
Istituzioni e iter decisionali nelle tre Leghe
Istituzioni e iter decisionali nelle Tre Leghe. Lo schema mostra gli iter decisionali come si erano andati formando fino al tardo 16° secolo. Gli organismi più importanti erano il Congresso grande (Beitag) e la Dieta federale (Bundestag). Ambedue erano presieduti dai tre Capi federali (uno per ciascuna Lega). Le nazioni straniere e i loro inviati negoziavano principalmente con questi due organismi assembleari. Le decisioni più importanti dovevano essere sottoposte ai comuni giurisdizionali (a destra). Questi nominavano anche i magistrati per le terre suddite (in basso), i quali dovevano ricevere la ratifica dalla Dieta.
Fonte
Vetsch Peter / Coira

In
Storia dei Grigioni, vol. 2
Pro Grigioni italiano Coira / Edizioni Casagrande Bellinzona
p. 104
0
I Grigioni e la Valtellina
I Grigioni e la Valtellina nell'ambito conflittuale della politica di egemonia in Europa, verso il 1600. Mentre importanti valichi alpini conducevano attraverso i Grigioni, la Valtellina rappresentava un corridoio di collegamento tra l'Austria e il ducato di Milano, possedimento del ramo spagnolo degli Asburgo.
Fonte
Vetsch Peter / Coira

In
Storia dei Grigioni, vol. 2
Pro Grigioni italiano Coira / Edizioni Casagrande Bellinzona
p. 137
0
Il Barocco / Ritratto della Dama infelice / Albergo Albrici Poschiavo
"Ritratto della dama infelice", albergo Albrici a Poschiavo. L'opera è attribuita a fra' Galgario ed è stata realizzata tra il 1725 e il 1730.
Fonte
Pro Grigioni Coira

In
Storia dei Grigioni, vol. 2
Pro Grigioni italiano Coira / Edizioni Casagrande Bellinzona
p. 266
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La Confederazione dal 1536 al 1798
Dopo la conquista del Vaud e del Vallese inferiore (1536), la consistenza territoriale della Confederazione rimase essenzialmente invariata sino al crollo del 1798. Le scissioni politiche e confessionali originate dalla Riforma impedirono un'ulteriore espansione verso l'esterno ed il consolidamento e l'integrazione all'interno.
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Roland Gfeller-Corthésy / Beatrix Wetter

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La Svizzera dal formarsi delle Alpi agli interrogativi riguardanti il futuro
Ex Libris
p. 61
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Il libero stato delle Tre Leghe
I Grigioni e la confederazione. Dalla metà del XIV secolo le singole comunità ed i singoli centri valligiani si liberarono dal giogo della servitù feudale e stipularono tre alleanze; l'Alleanza Divina, la Lega Grigia e l'Alleanza delle 10 Giurisdizioni. A loro volta queste tre alleanze ne costituirono un'altra, anche se non troppo stretta, detta appunto Libera Alleanza delle tre Leghe, e nel 1512 estesero il loro baliaggio sulla ricca Valtellina. Queste alleanze erano sostenute dai Confederati. Vi figuravano un gran numero di giudicarie quasi indipendenti e le regioni sottomesse, divise tra loro per lingua e religione. Il libero Stato delle Tre Leghe costituiva così una delle regioni più particolari dell'antica Confederazione.
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Roland Gfeller-Corthésy / Beatrix Wetter

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La Svizzera dal formarsi delle Alpi agli interrogativi riguardanti il futuro
Ex Libris
p. 69
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Soldato svizzero 1547 / intaglio su legno di Hans Rudolf Manuel
Un soldato svizzero (1547) da un intaglio su legno di Hans Rudolf Manuel (a sinistra), ufficiale lucernese della guardia papale (XVI secolo; a destra) ed un milite della guardia papale svizzera oggi (in basso). Dopo l'uscita della Confederazione dalla politica guerresca attiva, l'attività militare dei Confederati trovò la sua continuazione nel servizio mercenario. L'entrata nel servizio mercenario, che in Svizzera già nel XV secolo si era sempre più sviluppato, diventò un'importante fonte d'attività e di guadagno per la gioventù maschile del Paese. Nel corso di quattro secoli i mercenari svizzeri combatterono su tutti i campi di battaglia del mondo. Più di 2 milioni di soldati svizzeri, 70000 ufficiali e 700 generali furono al servizio dei vari principi stranieri, sempre tenuti in alta considerazione per la loro capacità militare ma anche per la loro fedeltà e il senso dell'onore. In tal modo la Svizzera influenzò in modo determinante lo sviluppo del militarismo all'estero; nel contempo si ottenne che la tradizione militare in Patria non subisse una interruzione. Il servizio mercenario in eserciti stranieri aveva i suoi lati chiari e quelli oscuri. Malgrado rilevanti svantaggi, senz'altro legati al servizio mercenario in sé, esso corrispondeva sotto molteplici aspetti ad una necessità economica: fintanto che non fu possibile l'emigrazione oltreoceano e non era ancora offerta la possibilità d'occupazione in un'industria locale, in giovani non avevano altra via che cercarsi un guadagno quali mercenari.
Fonte
Bern. Historisches Museum, Berna

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La Svizzera dal formarsi delle Alpi agli interrogativi riguardanti il futuro
Ex Libris
p. 334
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Armi svizzere attraverso 5 secoli
Fonte
Museo nazionale svizzero, Zurigo

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Fonte sconosciuta
Ex Libris
p. 338
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Armi svizzere attraverso 5 secoli
Armi svizzere attraverso i cinque secoli. Gli esemplari mostrati in queste due pagine riguardano armi tutte concepite e fabbricate in Svizzera 1. Pugnale svizzero, metà del XV secolo 2. Mezza corazza della fine del XVI secolo 3. Alabarde svizzere (intorno al 1470) a. tipo zurighese b. tipo solettese c. tipo bernese 4. Scudo di combattimento, metà XV secolo 5. Armi bianche svizzere con impugnatura: a. sciabola, fine XV secolo b. spada, metà XVI secolo c. sciabola da ufficiale, prima metà del XIX secolo 6. Fucile a ripetizione "Vetterli", d'ordinanza nel 1869-78 7. Cannone ad avancarica da quattro libbre, calibro 8,4 cm, ord. 1862 8. Il biplano "Häfeli DH-5" concepito e costruito in Svizzera nel 1930 9. Tubo lanciarazzi da 8,3 cm, ord. 1958 10. Il fucile d'assalto, ord. 1957 11. Lanciarazzi anticarro "Bantam" filocomandato, mondato su camioncino Haflinger 12. Carro corazzato posamine, M-113 13. Il "carro armato 68" svizzero
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Museo nazionale svizzero, Zurigo

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Fonte sconosciuta
Ex Libris
p. 339
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Il Romanico (Crocifissione)
La Crocefissione, rilievo da Münchenwiler, X-XI secolo, Friburgo, Museo storico. La scultura romanica primitiva nella pietra ha subito vari influssi. Dalla prima epoca merovingia ha conservato il completo sfruttamento della superficie, la concezione ornamentale, le ferite alla testa e al petto. L'atteggiamento, caratterizzato dalla pronunciata solidità plastica e dell'armonia dell'insieme, è però prettamente romanico. Il Cristo, sotto la mano benedicente del Padre, è affiancato dal sole e dalla luna e dalle figure dolenti di Maria e Giuseppe (sotto).
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Musée d'art et d'histoire, Friburgo

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La Svizzera dal formarsi delle Alpi agli interrogativi riguardanti il futuro
Ex Libris
p. 515
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Il Gotico (Ostensorio)
Ostensorio a torre, argento. Di Georg Schongauer, fratello del pittore Martin Schongauer, creato intorno al 1490 per il tesoro della cattedrale di Basilea (in alto). Gesù e Giovanni, noce dipinto, probabilmente dal monastero di St. Katharinental presso Diessenhofen, intorno al 1300 (in basso).
Fonte
Historisches Museum, Basilea

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La Svizzera dal formarsi delle Alpi agli interrogativi riguardanti il futuro
Ex Libris
p. 517
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Il Gotico (Madonna)
La Madonna di Delémont, 1320 circa, legno, Berna, Museo storico. Il culto di Maria inizia con lo stile gotico. Maria è la regina del cielo con scettro e corona. Movimento e sorriso della figura sembrano irrigiditi; con l'espressione estatica si vuole manifestare il vincolo dell'uomo con l'aldilà.
Fonte
Museo storico, Berna

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La Svizzera dal formarsi delle Alpi agli interrogativi riguardanti il futuro
Ex Libris
p. 519
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Il Romanico (Cristo)
Cristo nella mandorla, pittura parietale nella chiesa di San Carlo a Negrentino presso Prugiasco. Le pitture parietali nell'abside nord della chiesa denotano chiaramente l'influsso bizantino sul romanico nel canton Ticino. Dovrebbero essere nate relativamente tardi, nel XV secolo. Più antiche pitture parietali, protoromaniche, del tardo XI secolo, si trovano nella parete occidentale dell'antica navata della chiesa.
Fonte
Fred Wirz Lucerna

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La Svizzera dal formarsi delle Alpi agli interrogativi riguardanti il futuro
Ex Libris
p. 518
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Il ruolo economico e culturale di Chiavenna
Chiavenna, conquistata dalle Leghe all'inizio del XVI secolo, era un centro di transito importante alla confluenza di due importanti itinerari alpini e rivaleggiava con Coira per importanza economica. Alcune importanti famiglie retiche, per esempio i Salis, vi possedevano palazzi e terre e vi esercitavano importanti attività commerciali. In queste circostanze Chiavenna fu pure un centro di diffusione delle idee riformate e degli scritti di propaganda religiosa.
Fonte
RSI Rete 2, Zolle - A 450 anni dalla Riforma protestante in Val Bregaglia


La Bregaglia alla fine del Medioevo
L'organizzazione politica e amministrativa della Bregaglia e le rivalità tra le comunità locali sulla scorta di nuove ricerche sui documenti d'archivio.
Fonte
TSI, Buonasera, 30.04.2006


La Casa Torre di Poschiavo
Edificio con funzione rappresentativa che si affaccia sulla piazza del borgo, dal 1548 la Casa Torre è sede del municipio di Poschiavo. Complesso d'impronta italiana, l'edificio deve il suo nome alla parte più antica ancora visibile: la torre difensiva in pietre squadrate, risalente alla prima metà del XIII secolo. Già residenza della famiglia Olgiati - passata al comune probabilmente nel 1438 - la Casa Torre, più volte modificata e rifatta nel corso dei secoli, ha subito un importante restauro negli anni 1976-77, al quale si riferisce il filmato.
Fonte
TSI, Il Regionale, 7.10.1977.