Cattedrale di Coira
Facciata occidentale della cattedrale di Coira, col portale principale. La facciata occidentale è fra le parti più recenti della nuova cattedrale, iniziata probabilmente verso il 1160, e dovrebbe risalire alla metà del Duecento; lo fanno pensare anche certi tratti stilistici, caratteristici della transazione fra romanico e gotico.
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Denkmalpflege des Kt. GR

In
Storia dei Grigioni 1
Casagrande SA Bellinzona
p. 156
2000
S.Vittore, Poschiavo
Il campanile della chiesa di S. Vittore a Poschiavo è una bellissima testimonianza di architettura romanica. I mastri costruttori provenivano senza dubbio dall'area lombarda o forse più esattamente comacina. Stupisce ad esempio la perfetta somiglianza con il campanile della chiesa parrocchiale di S. Martino di Tirano. La struttura del campanile, che secondo il Poeschel risale all'inizio del 1200, si presenta nel seguente modo: al primo piano si aprono finestre ad arco a tutto sesto, ai piani superiori si susseguono bifore, trifore e quadrifore al ritmo di 2, 3, 3, 4, 4. Il tetto a padiglione è coperto con piote. L'ultimo piano è stato aggiunto più tardi, come dimostrano il diverso assestamento ad angolo, gli archi ogivali e le finestrelle cieche. L'innalzamento è stato effettuato probabilmente in occasione della ristrutturazione in stile gotico della chiesa agli inizi del Cinquecento e non, come alcuni sospettano, per conseguire un'altezza superiore rispetto al campanile della chiesa riformata di S. Ignazio.
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Denkmalpflege des Kt. GR

In
Storia dei Grigioni 1
Casagrande SA Bellinzona
p. 205
2000
Annunciazione ai pastori
Annunciazione ai pastori. Affresco nella chiesa S. Giorgio, Rhäzüns, 1400 circa. Il pastore, abbagliato dall'apparizione dell'angelo, tiene le mani davanti al volto. è vestito con camicia, brache corte, mantellina con cappuccio e scarpe a becco; tiene il cane pastore alla catena. Accanto a due capre si vedono pascolare alcune pecore (femmine), di una sottospecie con le corna.
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Denkmalpflege des Kt. GR, Foto Jauch

In
Storia dei Grigioni 1
Casagrande SA Bellinzona
p. 229
2000
Cristo festivo Schlans
Cristo festivo, affresco sulla torre della parrocchiale di S. Giorgio a Schlans, fine del XIV secolo. Accanto agli attrezzi sono rappresentate anche le attività. Attorno alla figura del Cristo (altezza 160 cm) si riconoscono a sinistra in basso uomini che bevono e giocano a dadi nonché un someggiatore; a destra, dall'alto in basso, persone che stanno formando covoni, tagliando l'erba (con la falce fienaia), raccogliendo il fieno (con rastrello e carro) e arando, poi donne che stanno preparando il burro e che siedono all'arcolaio.
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Denkmalpflege des Kt. GR

In
Storia dei Grigioni 1
Casagrande SA Bellinzona
p. 233
2000
Castelmur, torre e chiesa
Castelmur GR. Veduta della torre abitata della rocca centrale e della chiesa di "Nossa Donna" affiancata dal campanile romanico. Anticamente la torre era circondata da un muro che racchiudeva altre costruzioni. L'ultimo piano della torre è stato aggiunto in epoca posteriore. I fori sorreggevano i sostegni di un ballatoio che correva intorno a tutta la torre.
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Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 67
1982
Casaccia, Torraccia
Casaccia GR, Torraccia. Della rocca che un tempo si ergeva sulla ripida altura che sovrasta l'abitato di Casaccia si è conservato solo lo spuntone di una torre. Alcune tracce di muri nelle vicinanze confermano che il complesso in origine aveva dimensioni più vaste. Dall'altura del castello si può dominare gran parte della valle e le pendici montane che si inerpicano verso i valichi del Settimo e del Maloggia.
Fonte
Laslo Irmes

In
Text: Werner Meyer Fotos: Laslo Irmes Castelli del Ticino e del Grigioni italiano
Silva, Zurigo
p. 68
1982
Vicosoprano, Torre Rotonda
Vicosoprano GR, Torre Rotonda. La costruzione rotonda che si erge al centro dell'abitato è quanto ci è pervenuto di una rocca di più vaste dimensioni. L'edificio comunale confinante, la ristrutturazione dell'interno della torre con le prigioni e i locali di tortura risalgono al 1584.
Fonte
Laslo Irmes

In
Bugerbibliothek Bern, Mss.h.h.l.16, p. 156
Silva, Zurigo
p. 84
1982
Giovanotto
Questo giovanotto ha tutta l'aria di uno "junker". L'ambiente urbano elvetico è caratterizzato in quest'epoca dalla compenetrazione tra alta borghesia e nobiltà di estrazione cavalleresca. Edelmann, di Niklaus Manuel. 1516 circa.
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Kunstmuseum Basilea, Kupferstichkabinett

In
Ulrich Im Hof et al. Nuova storia della svizzera e degli svizzeri 1
Giampiero Casagrande
p. 212
1982
La caccia alle streghe
La magia diventa, tra la fine del 14° secolo e l'inizio del 17°, una vera ossessione nel periodo del trionfo dell'ortodossia, sia nelle regioni cattoliche, sia nelle regioni protestanti -soprattutto nel "Pays de Vaud"- anche nell'immaginazione popolare. Migliaia di streghe sono giustiziate e bruciate. Qui, attorno al diavolo centrale le adepte preparano il loro "sabba". Una strega mescola la pozione magica nella caldaia da cui esce il vapore dell'incantesimo. Un'altra, in estasi, fornica con un diavoletto, un'altra bacia la coda d'un mostro.
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Gerth Roland

In
Zentralbibliothek Zürich
Casagrande SA Bellinzona
p. 59
0
Massacri di protestanti in Valtellina nel 1620
LE PRECAUZIONI DI BERNA E ZURIGO Nel luglio del 1620 la maggior parte dei riformati valtellinesi sono massacrati nelle chiese al momento del culto. Ma i riformati non condannano i cattolici solo per motivi morali e religiosi; dopo averli paragonati ai Turchi, ai Vandali e agli Ebrei, tutti nemici di Dio, li condannano per motivi civici, accusandoli di tradimento per aver trascinato la patria nelle lotte della Guerra dei Trent'anni.
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Gerth Roland

In
Zentralbibliothek Zürich
Casagrande SA Bellinzona
p. 82, 83
0
Il clero fa atto di obbedienza a Carlo Borromeo
Chiesa di San Pietro a Biasca. Il clero fa atto di obbedienza a Carlo Borromeo.
Fonte
Ria Antonio / Milano

In
La vita quotidiana in Svizzera dal 1300
Armando Dadò Editore Locarno
p. 103
0
L'iconoclastia a Zurigo
L'iconoclastia a Zurigo. Acquarello da una copia della Reformationsgeschichte di Heinrich Bullinger del 1605-1606. L'immagine disegnata ottant'anni dopo il movimento iconoclasta ha come modello un foglio volante di Erhard Schön (Norimberga, ca. 1300).
Fonte
Zentralbibliothek Zürich

In
La vita quotidiana in Svizzera dal 1300
Armando Dadò Editore Locarno
p. 95
0
Collegio Elvetico di Milano
Il Collegio Elvetico di Milano, promosso da Carlo Borromeo per la formazione del clero svizzero.
Fonte
Da: G. Cambin / Domenico e Carlo Aspari / Lugano 1972, pag. 56

In
La vita quotidiana in Svizzera dal 1300
Armando Dadò Editore Locarno
p. 123
0
Il Rinascimento / Chiesa di Santa Maria in Calanca
Chiesa parrocchiale cattolica di Santa Maria Assunta a Santa Maria in Calanca. Veduta interna verso il coro. Elementi tipici della chiesa rinascimentale mesolcinese sono i decori dipinti e stucchi del coro quadrato e il soffitto a cassettoni della navata, cui si aggiungono i baldacchini a loggiato posti sopra gli altari laterali.
Fonte
Foto Garazzei / Ed. Engelberger, Stansstad

In
Storia dei Grigioni, vol. 2
Pro Grigioni italiano Coira / Edizioni Casagrande Bellinzona
p. 257
0
Il Barocco / Chiesa abbaziale di Disentis
Aula a lesene della chiesa abbaziale di Disentis, edificata negli anni 1683-1712 su progetto di Caspar Mossbrugger (1656-1723) e decorata nel 1712 con stucchi di Wessobrunn.
Fonte
Foto P. Daniel Schönbächler / Disentis

In
Storia dei Grigioni, vol. 2
Pro Grigioni italiano Coira / Edizioni Casagrande Bellinzona
p. 262
0
Erasmo da Rotterdam, l'umanista più famoso a nord delle Alpi
Indubbiamente l'umanista più famoso a nord delle Alpi fu Erasmo di Rotterdam (1476-1536): egli trascorse diversi anni a Basilea ed esercitò una notevole influenza sugli intellettuali svizzeri (in alto). Il sangallese Joachim von Watt, detto alla latina il Vadiano, (1483-1551) mostrò con particolare evidenza il nesso tra dottrina ed impegno politico-sociale. Il Vadiano fu un dotto, un riformatore, un poeta, un medico, uno storico e infine anche borgomastro.
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Biblioteca nazionale svizzera, Berna

In
Bern, Schweizerische Nationalbibliothek, Eidgenössisches Archiv für Denkmalpflege, GS-F5 (Neg.-Nr. 1694) Porträt Erasmus von Rotterdam
Ex Libris
p. 62
0
Confessioni intorno al 1530 / Confessioni intorno al 1700
Le confessioni in Svizzera attorno al 1530 e al 1700. La Riforma conquistò dapprima la Svizzera tedesca ad eccezione delle regioni centrali. Si formarono così due fronti: la Svizzera centrale e Friburgo rimasero decisamente cattoliche, mentre le città-stato di Zurigo, Berna, Basilea e Sciaffusa abbracciarono in massa la Riforma. In una posizione intermedia restarono i baliaggi comuni, nonché Soletta, i Grigioni e lo staterello monastico di San Gallo. La Svizzera occidentale ed il Ticino non furono dapprima neppure sfiorate dalla Riforma. Solo la conquista del Vaud operata da Berna (1536) e l'opera di Calvino fecero penetrare nella Svizzera occidentale la Riforma. Ma ben presto la Controriforma cattolica riguadagnò terreno a Soletta, nell'episcopato di Basilea e nei Grigioni. Le delimitazioni confessionali, così come risultavano verso il 1700, rimasero fondamentalmente inalterate sin nel secolo XIX.
Fonte
Roland Gfeller-Corthésy / Beatrix Wetter

In
La Svizzera dal formarsi delle Alpi agli interrogativi riguardanti il futuro
Ex Libris
p. 63
0
Battagli di Kappel / 1531 Cronaca di Stumpf
La più antica raffigurazione della battaglia di Kappel (1531) nella cronaca di Stumpf. In tale battaglia morì Zwingli.
Fonte
Zentralbibliothek Zurigo

In
La Svizzera dal formarsi delle Alpi agli interrogativi riguardanti il futuro
Ex Libris
p. 65
0
Zuppa di Kappel / Dipinto di Albert Anker
La cosiddetta "zuppa di latte" di Kappel. Essa non è testimoniata storicamente ma si propagò ben presto come leggenda, documentando la generale scontentezza della popolazione per la guerra in corso: una guerra di religione che non era popolare né tra i sudditi zurighesi, né tra la popolazione dei cinque Cantoni. Dipinto di Albert Anker.
Fonte
Zentralbibliothek Zurigo

In
La Svizzera dal formarsi delle Alpi agli interrogativi riguardanti il futuro
Ex Libris
p. 65
0
Ulderico Zwingli e Calvino
Ulderico Zwingli (in alto), Giovanni Calvino (in basso).
Fonte
Zentralbibliothek Zürich / Biblioteca nazionale svizzera, Berna

In
La Svizzera dal formarsi delle Alpi agli interrogativi riguardanti il futuro
Ex Libris
p. 467
0
Giovanni Calvino / disegno a penna / 1560
Ginevra (cantone) - Giovanni Calvino mentre tiene una lezione all'Auditorio; disegno a penna realizzato nel 1560 ca. da Jacques Bourgoin (BPUG), © Foto François Martin. Originario di Nevers, Jacques Bourgoin seguiva i corsi dell'Accademia di Ginevra. Questo suo schizzo figura, insieme ad altri, alla fine del Compendium Roberti Gaguini super francorum gestis, un'opera pubblicata a Parigi nel 1511 che utilizzava per i suoi studi e su cui occasionalmente immortalava i suoi maestri.
Fonte
Foto di François Martin / Biblio-thèque publique et universitaire de Genève / Ginevra

In
Dizionario storico della Svizzera, vol. 5 (DSS)
Armando Dadò Editore, Locarno
p. 500
0
Carlo Borromeo: la personalità del cardinale e la sua visita in Mesolcina
Campione della Riforma cattolica, l'arcivescovo Carlo Borromeo ha lasciato numerose tracce del suo passaggio e della sua azione nella Svizzera Italiana e segnatamente nella Mesolcina da lui visitata nel 1583. Personalità complessa, Borromeo univa un rigore estremo in campo religioso con una certa tolleranza in ambito culturale.
Fonte
Fonte: RSI Rete 1, Le tracce di S. Carlo Borromeo nella Svizzera Italiana, 07.02.1985


Conflitti religiosi in Valtellina
Terra di confine e di contatto tra universo cattolico e mondo riformato, dove s'intrecciavano i contrasti religiosi e le rivalità politiche tra le potenze europee del tempo, la Valtellina si trovò implicata nelle guerre di religione, sulle quali si innestavano conflitti e rivendicazioni locali.
Fonte
RSI Rete 2, Zolle - Esuli protestanti italiani nei Grigioni


La caccia alle streghe in Bregaglia
Una rievocazione contemporanea della caccia alle streghe in Bregaglia, attraverso un'attualizzazione del dramma storico La stria, scritto nel 1875 da Giovanni Andrea Maurizio (1818-1885) in dialetto bregagliotto.
Fonte
TSI, Il Quotidiano, 27.01.2006